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Riceviamo e pubblichiamo
La meglio gioventù
Ogni giorno rifletto e rivolgo ogni mia azione verso una generazione giovanile che è abbandonata a se stessa, blandita dalla politica. L’interesse per i giovani avviene ogni qual volta si dovrà svolgere un’elezione, viene raccontata dai mass media, dai giornali, dalla tv, come una generazione composta da giovani disinteressati alla vita, quasi criminali, che usa droghe.
Accomunata ai fremiti violenti, ai teppisti sia negli stadi, sia nelle scuole o nello stesso paese in cui si vive; presenta anche di quei bulli che operano e portano al macello l’intera classe giovanile. Questa viene sedotta dall’esempio dei protagonisti più insignificanti della tv, dal “grande fratello” all’”isola dei famosi”, dalla “pupa e il secchione” alla tv “porno” ect. Del tutto privi di valori civili,morali e spirituali.
Questo è il quadro dei giovani di oggi, una moltitudine quasi di parassiti nullafacenti che restano aggrappati alle comodità della vita, alle comodità della famiglia, perché rifuggono le responsabilità.
Bisogna anche dire che i “ giovani hanno più bisogno di esempi che di critiche”, lo affermava il filosofo francese Joseph Joubert un paio di secoli or sono, e di ciò ne sono convinto anch’io. La gioventù di oggi subisce un bombardamento incessante di messaggi sbagliati, programmi diseducativi, ma e proprio nel modo di resistere e reagire a tutto questo sfascio si rivelano le qualità straordinarie di questa generazione.
Basterebbe solo un po’ di buona volontà per scoprire una realtà giovanile molto diversa da quella di oggi, basterebbe entrare nelle nostre scuole per fatiscenti per costatare le capacità dei giovani di adattarsi, ove emergono le tante piccole storie di solidarietà generazionale che non hanno alcun rilievo mass mediatico.
Vi è infatti , come contraltare, un mondo straordinario fatto di volontariato, di impegno sociale e politico, dove si trasformano le idee in mattoni che a volte sembrano quasi non aver alcun diritto di cittadinanza nell’informazione nazionale; basta vedere e ricordarsi di quei tanti giovani che svolgono missioni di volontariato, di servizio civile nazionale e specie ai nostri giovani militari che con le loro forze e senso del dovere danno il meglio di sé, e anche quei giovani che vivono attivamente nelle comunità religiose o laicale, donando ai più bisognosi un aiuto una mano per dire che la vita va accettata e vissuta così com’è.
E qui mi ritornano alla mente le parole del filosofo e scrittore Verlaine il quale dice ai giovani e alla società di oggi: “ ubriacatevi della vita” ma di quella vita fatta di gioie e di speranze per un futuro migliore.
Ma vorrei domandare ancora una volta ai politici: Chi sono questi giovani di oggi?
La risposta non può che essere questa:
Sono la nostra “meglio gioventù”. Ribelli nel senso che sfidano le paure del mondo, l’ignavia, la desertificazione dei valori assoluti, e non chiedono altro che strumenti per poter trasformare la loro rabbia in energia positiva.
Un atteggiamento più pertinente è quello di affermare, con piena convinzione, che le storie devono essere raccontate e fatte conoscere al mondo intero, ricordando soprattutto chi si sacrifica, chi raggiunge dei risultati con le proprie energie, chi riesce a esprimere la propria umanità con generosità e coraggio.
Oggi la sfida politica che attende tutti noi, nessuno escluso, e che prescinde dall’appartenenza di destra o sinistra, di maggioranza o opposizione, è quella di contribuire alla ricostruzione di un tessuto sociale che si è lacerato da anni, cercando di attuare progetti di vita, nell’interesse del singolo e della comunità, nel pieno rispetto della persona umana.
Occorre offrire a questa generazione la suggestione culturale di far parte di un destino comune, insieme agli strumenti, utili per realizzare delle esistenze di vita che siano piene di dignità.
Don Giussani di Comunione e Liberazione, afferma che le ragazze e i ragazzi non vogliono gli “aiutini” pubblici, non si lasciano “comprare” con la droga libera, i concerti gratuiti, gli idoli di plastica, ma chiedono a loro volta di essere messi in condizione di dare il proprio contributo al progresso dell’uomo e dell’ Italia. Siamo in navigazione, possiamo avere idee diverse sulla rotta da seguire, ma siamo tutti sulla stessa barca.
In conclusione, consentitemi di dire alla fine di questo piccolo intervento le parole di uno scrittore tedesco dell’800 Ludwig Borne, “ I governi sono le vele, il popolo il vento, lo Stato è l’imbarcazione, il tempo è il mare”….
Maurizio Bux
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