Mercoledì, Maggio 23, 2012
   
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Nelle danze garganiche di Mangano l’essenza del Mediterraneo

mangan01Lo studioso Sammarchese Matteo Coco a Rai Tre venerdì 1 Aprile nella trasmissione "Dieci Minuti di...." parla della Tarantella Garganica

Immersa tra i profumi e i colori della mia terra in un sabato pieno di sole primaverile incontro nella cittadina garganica di Monte Sant’Angelo, meta di pellegrinaggio della Via Sacra Langobardorum, il cantore mediterraneo del Gargano, il maestro Michele Mangano.

Nella suggestiva cornice del Museo delle Arti e Tradizioni Popolari del Gargano “Giovanni Tancredi”, in occasione di un’intervista realizzata per la trasmissione di Rai Tre “Dieci minuti di…” che andrà in onda venerdì prossimo, gli studiosi Matteo Coco, Michele Mangano, Enza Di Bari, Guglielmo Tasca, Rosanna Falcone, Stafania Esposto e Raffaele Cassano hanno parlato della tarantella garganica e della Bella Cumpagnie di Michele Mangano che colgo l’occasione per intervistare.

Dallo sguardo capisco già che le sue parole mi porteranno a fare un viaggio nella storia delle tradizioni e della musica mediterranea e che quel Mare Nostrum, in fiamme più che mai oggi, nasconde nelle sue acque una cultura poliedrica ma unitaria.

Maestro Mangano, quanto di Mediterraneo c’è nella tua musica e nella tua danza? 
I miei spettacoli celebrano il Mediterraneo. La Puglia è Mediterraneo, il Gargano è Mediterraneo. Noi non possiamo parlare di una cultura autoctona ma di una cultura importata e fatta di incontri e scambi. Penso ai nostri vicini, all’Albania, alla Grecia, e alla Turchia e a tutti i popoli che ci hanno dominato nel corso della storia. La cultura garganica, il culto micaelico sono nati da altri culti e si sono radicati nella nostra terra che è come un diamante dalle mille sfaccettature.

Perché musica e danza sono espressioni di cultura popolare?
Perché anche la musica e la danza sono storia e cultura, siamo radici di essa e questo lo capii già nel ’92. La cultura garganica ha tanti risvolti dalla danza frenetica e tribale provocata dal morso della taranta ai suoni, alle melodie tutte mediterranee. La Tarantella è il mio segreto. Adoro insegnare, amo vedere nascere la danza dal ritmo, dai movimenti autentici. E' un processo ricco di sfumature: intimo, spontaneo, generoso. Queste sfaccettature diverse appartengono a un popolo autentico, al popolo garganico. I ritmi e i movimenti provengono dall’Oriente, la nenia, il lamento che viene da lontano approda sul Gargano e si unisce alla tradizione delle nostre sonorità.

I canti mediterranei e le danze possono essere un ponte? 
In una trasferta che feci in Palestina dove partecipai a un grande concerto conobbi un cantante palestinese, Faisal e, ascoltandolo, attraverso il suo canto, intuii le mie origini. Subito dopo riuscii a contattarlo complimentandomi con lui e da quel giorno nacque un bel rapporto. Lo invitai qui in Puglia e gli feci recitare con la sua voce un canto garganico. Un amore profondo e un’amicizia che attraverso il Mediterraneo ha reso possibile questo ponte culturale.

Il Maestro Mangano mi racconta delle sue trasferte in Libano, in Grecia, in Spagna, in Francia e New York. Nelle sue parole è ben intrinseca la sua essenza garganica, pugliese e mediterranea.

Nei suoi passi e nella sua voce si notano le movenze di un ballerino che poggia la sua danza su motivi e ritmi saldamente ancorati alla tradizione popolare indice di una cultura oggi considerata originale e autentica.