Giovedì, Maggio 24, 2012
   
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Lavoratori della sanità, tra quindici giorni a casa

din_marinoDino Marino a Sanmarcoinlamis.eu: “ma niente licenziamento per gli infermieri”
Il vento del precariato torna a soffiare sugli operatori sanitari pugliesi. La scorsa settimana, infatti, la Giunta regionale ha approvato la delibera con cui si da mandato ai direttori generali delle Asl di comunicare, entro 15 giorni a tutti i dipendenti assunti a tempo indeterminato, la cessazione del loro contratto di lavoro.

Un provvedimento, però, che non riguarda gli infermieri così come dichiarato al Mattino dal consigliere regionale e presidente della Commissione Sanità pugliese, Dino Marino. Il passaparola del licenziamento, in realtà, aveva fatto in maniera distorta il giro della provincia, complice anche gli organi di stampa, coinvolgendo indistintamente tutti gli operatori sanitari, anche quelli non toccati dalla decisione della Consulta.  “La sentenza del 23 febbraio annulla la legge regionale n.4 del 2010 con cui si stabilizzavano i dirigenti (medici e non) delle Asl e non riguarda affatto gli infermieri professionali che invece hanno visto tramutato il loro rapporto di lavoro in indeterminato, grazie ad una legge ad hoc sulla scorta della finanziaria Prodi del 2007” ha precisato Marino, raggiunto al termine del comizio tenuto a San Marco in Lamis a sostegno del candidato e sindaco uscente, Michelangelo Lombardi. Un provvedimento – quello adottato dall’assessore alla sanità, Tommaso Fiore – che non soddisfa Marino e che è stato già bollato da più parti come pilatesco visto che lo stesso Fiore ha di fatto “passato” la patata bollente nelle mani del tribunale del lavoro, a cui senza dubbio gli operatori che a breve riceveranno il ben servito si rivolgeranno per conservare il tanto agognato posto fisso. “Una soluzione va trovata al più presto – ha ancora detto Marino – anche a costo di fare una nuova legge con lo stesso esito ma che ci consentirebbe di prendere tempo per indire i concorsi e non far perdere nemmeno un giorno di lavoro ai nostri dipendenti. In questo modo – spiega ancora il presidente della commissione sanità regionale - si eviterebbero disagi all’utenza in un settore che ha già l’organico ridotto all’osso”. E non mancano di certo gli appelli dell’opposizione, che si è detta collaborativa in questo caso, per trovare una soluzione condivisa che non comprometta i posti di lavoro in una regione ad alta vocazione sanitaria. “Nel prossimo mese - ha dichiarato il consigliere regionale della Puglia prima di tutto, Francesco Damone - dovremo esaminare il riequilibrio di bilancio ed in quella sede prevedere una norma che obbedisca al dettato della Corte e contestualmente prevedere modalità di concorso con prove orali per esempio, e mettere fine a questa situazione dolorosa che non solo mette a repentaglio il posto di lavoro, ma aggrava il disagio nei reparti ospedalieri e fisiologicamente aggrava la mobilità sanitaria extraospedaliera. Il centrodestra – ha concluso -  manifesterà concretamente la sua posizione premendo affinché la maggioranza si assuma fino in fondo le proprie, notevolissime, responsabilità”.