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Antonio Pellegrino, l'uomo, il politico, il professore...
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Nel ricordo di due amici garganici
A poco più di un mese dalla scomparsa dell'indimenticato prof. Antonio Pellegrino, chirurgo di fama nazionale e noto urologo, politico saggio e lungimirante, uomo trasparente e amante delle istituzioni, ospito il ricordo di due amici del Gargano, terra tanto amata dal professore, come l'intera Capitanata, che con immutato affetto e con un tratto sottile, quasi intimo, lo riportano alla memoria, (sempre più spesso insidiata dall'oblio), di quanti hanno avuto la fortuna di frequentarlo, di lavorare con lui e di condividerne l'azione amministrativa.
Incontro Pierino Amicarelli, già Assessore al Personale nella seconda Giunta Pellegrino e già Sindaco di Vico del Gargano: Voglio elogiare il grande uomo, prima ancora che il politico, sottolineando il particolare momento storico in cui la Capitanata ha giovato della guida del dott. Pellegrino. In un periodo di grandi trasformazioni culturali, come dimenticare il suo impegno per l'autonomia dell'Università di Capitanata, oggi realtà consolidata; la sua volontà personale nel perseguire obiettivi culturali sempre in sinergia con il territorio e per il territorio, per quel riscatto tanto agognato dell'intero comprensorio.
Secco il commento di Amicarelli, con una digressione - non a caso - sull'idea dell'albergo diffuso a Vico del Gargano con la complicità della famosa archistar Gae Aulenti. Fu il Presidente a suggerirmi involontariamente la sua idea, perché se ne occupò prima di tutti quando si doveva decidere per la nuova sede della Provincia; da lui appresi il nome della grande firma dellarchitettura italiana. Ma fu linizio, perché si occupò personalmente anche di edilizia scolastica, del recupero della vecchia caserma dei Vigili del Fuoco, oggi teatro e luogo di incontro socializzazione. Erano modelli culturali e lui, oltre ad un vanto, considerava questo impegno una priorità.
Sul volto di Amicarelli un misto di amarcord: Purtroppo sento molti amici ricordare il Presidente con un pizzico di rimpianto e di nostalgia, per quello che avrebbero potuto fare e per ciò che non è stato fatto con lui e per lui. Mi consola uno dei ricordi lieti di amministratore, legato ad un particolare momento del nostro mandato, quando decidemmo dopo 15 anni di immobilismo, di occuparci dei contratti dirigenziali. Problema affrontato e risolto. Grazie anche al carisma del Presidente. La consapevolezza della sua genuina onestà intellettuale e morale, sono certo accompagnerà il cammino di ognuno dei suoi amici, (quelli autentici), è sarà un valido monito per i giovani, tanto considerati e aiutati, in qualsiasi forma e maniera. Addio Presidente.
Dopo il sentito ricordo da parte di Amicarelli, a ricordarmi che il Presidente Pellegrino è stato anche un grande medico, un grande primario, per tanti anni importante punto di riferimento agli Ospedali Riuniti di Foggia per i tanti pazienti che giungevano da tutta Italia a farsi curare dal famoso urologo, ci ha pensato il dott. Rocco Di Brina, già pupillo del primario di Urologia, garganico di Carpino, considerato da molti, uno dei grandi eredi del professore.
Una vita spesa tra i corridoi del reparto, sempre a stretto contatto con il dott. Pellegrino, una lunga gavetta fatta di passione, studio, aggiornamenti, insegnamenti e perché no, tanta umanità e semplicità, hanno decretato la sua affermazione, sancita e testimoniata dai pazienti. Per molti il suo successo è in gran parte dovuto alla sua lunga e proficua collaborazione con il maestro, nelle interminabili ore trascorse in sala operatoria. Oggi, il reparto di Urologia, grazie anche al suo primarioprof. Giuseppe Carrieri, a chirurghi come il dott. Rocco Di Brina, a bravi colleghi, a preparatissimi anestesisti e a tutto il personale paramedico e ausiliario, può considerarsi il fiore allocchiello della sanità pubblica e uno dei reparti deccellenza di tutto il nosocomio foggiano.
Secco il commento di Amicarelli, con una digressione - non a caso - sull'idea dell'albergo diffuso a Vico del Gargano con la complicità della famosa archistar Gae Aulenti. Fu il Presidente a suggerirmi involontariamente la sua idea, perché se ne occupò prima di tutti quando si doveva decidere per la nuova sede della Provincia; da lui appresi il nome della grande firma dellarchitettura italiana. Ma fu linizio, perché si occupò personalmente anche di edilizia scolastica, del recupero della vecchia caserma dei Vigili del Fuoco, oggi teatro e luogo di incontro socializzazione. Erano modelli culturali e lui, oltre ad un vanto, considerava questo impegno una priorità.
Sul volto di Amicarelli un misto di amarcord: Purtroppo sento molti amici ricordare il Presidente con un pizzico di rimpianto e di nostalgia, per quello che avrebbero potuto fare e per ciò che non è stato fatto con lui e per lui. Mi consola uno dei ricordi lieti di amministratore, legato ad un particolare momento del nostro mandato, quando decidemmo dopo 15 anni di immobilismo, di occuparci dei contratti dirigenziali. Problema affrontato e risolto. Grazie anche al carisma del Presidente. La consapevolezza della sua genuina onestà intellettuale e morale, sono certo accompagnerà il cammino di ognuno dei suoi amici, (quelli autentici), è sarà un valido monito per i giovani, tanto considerati e aiutati, in qualsiasi forma e maniera. Addio Presidente.
Dopo il sentito ricordo da parte di Amicarelli, a ricordarmi che il Presidente Pellegrino è stato anche un grande medico, un grande primario, per tanti anni importante punto di riferimento agli Ospedali Riuniti di Foggia per i tanti pazienti che giungevano da tutta Italia a farsi curare dal famoso urologo, ci ha pensato il dott. Rocco Di Brina, già pupillo del primario di Urologia, garganico di Carpino, considerato da molti, uno dei grandi eredi del professore.Una vita spesa tra i corridoi del reparto, sempre a stretto contatto con il dott. Pellegrino, una lunga gavetta fatta di passione, studio, aggiornamenti, insegnamenti e perché no, tanta umanità e semplicità, hanno decretato la sua affermazione, sancita e testimoniata dai pazienti. Per molti il suo successo è in gran parte dovuto alla sua lunga e proficua collaborazione con il maestro, nelle interminabili ore trascorse in sala operatoria. Oggi, il reparto di Urologia, grazie anche al suo primarioprof. Giuseppe Carrieri, a chirurghi come il dott. Rocco Di Brina, a bravi colleghi, a preparatissimi anestesisti e a tutto il personale paramedico e ausiliario, può considerarsi il fiore allocchiello della sanità pubblica e uno dei reparti deccellenza di tutto il nosocomio foggiano.
Di Brina si commuove quando gli chiedo del prof. Pellegrino, stenta a trovare le parole giuste, ma ci tiene a dire subito di lui: Il professore era un uomo straordinario, di una cultura notevolissima, sapeva muoversi tra la gente, aveva carisma e veniva rispettato molto.
Una precisazione quasi dobbligo, per continuare a tracciare, in una sintesi imposta, le peculiarità del dottore.
Per me, nonostante la sua guida politica-amministrativa, è sempre stato il Presidente di tutti, senza una vera appartenenza partitica; molti erano gli amici di schieramento opposto, motivo in più di legittimazione e credibilità.
La sua vocazione nel dare, offuscava qualsiasi giudizio di parte, come la sua sensibilità nel trovare risposte a qualsiasi problema gli veniva posto. E questo soprattutto nel campo medico. Ricordo pazienti da tutta Italia, fiduciosi e invogliati dal suo modo di agire, di fare e di ...operare. Operare in tutti i sensi.
Ha cercato di valorizzare i giovani sin dallinizio. Ci ha trattati come dei validi collaboratori anche quando avevamo un mondo di cose da imparare. Ci ha dato spazio, e semmai avesse scommesso su di noi, avrebbe vinto alla grande. Che dire di un professionista, che pur ricoprendo prestigiose cariche istituzionali, non abbandonava mai i suoi pazienti? Molte volte, i suoi assessori, venivano piuttosto in ospedale!
E stata certamente una delle figure più importanti di Foggia e dellintera provincia, degli ultimi cinquantanni.
Sono certo che a Foggia e in Capitanata, sapranno tenere alto il ricordo del grande uomo con il suo nome scolpito nella targa del marmo eterno di prestigiose sedi o istituzioni; sono sicuro, ci stanno già pensando...
Comunque il mio ricordo sarà pari alla mia incommensurabile riconoscenza...
Non mi resta che ringraziare e apprezzare lo stile della memoria abitata. (m.l)

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