Giovedì, Maggio 24, 2012
   
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Rignano Garganico: addio al Centro Riabilitazione Motoria Padre Pio

sindacotorcinelloRIGNANO GARGANICO - Ormai è cosa certa: il Centro di Riabilitazione Motoria "Padre Pio" lascerà definitivamente il piccolo comune di Rignano Garganico. E ciò tra l'indifferenza della Pubblica Amministrazione e l'impotenza del sindaco Antonio Gisolfi, sempre più balbuziente e aleatorio di fronte alle richieste/esigenze della popolazione. Il primo cittadino, nonostante qualche missiva inviata qua e là alle istituzioni sovraterritoriali, non è riuscito nemmeno ad accennare.......(segue)

ad una semplice e necessaria protesta al fine di scongiurare l'allontanamento dal paese di un servizio importante come quello che sta per chiudere i battenti. Gisolfi non è riuscito non solo a coinvolgere il popolo, ma nemmeno la sua maggioranza che di fronte all'ipotesi del "serrate le file" del centro riabilitativo è rimasta impassibile, quasi fosse una cosa scontata.

Non è così il servizio si poteva salvare e sono state affacciate al sindaco tutte le possibilità per farlo. Nulla è accaduto e tra non molto toccherà al locale Istituto Scolastico Comprensivo "Don Bosco", candidato alla perdita definitiva di ben due classi e della dirigenza scolastica, e dello sportello di Poste Italiane, che già dal 2012 potrebbe ridurre i suoi orari di apertura a tre giorni settimanali. Non parliamo poi della locale Cassa Rurale ed Artigiana di San Giovanni Rotondo, che già sta facendo enormi sacrifici per restare nella nostra realtà.

Come pure è nell'aria la riduzione all'osso dei servizi offerti dall'Azienda Sanitaria Locale, soprattutto in termini di assistenza mirata ai bambini e agli anziani. Che si può fare per scongiurare la perdita di tutti questi servizi? Per prima cosa sperare in un nuovo primo cittadino che abbia le "palle" di affrontare i problemi della gente e che sappia dire anche dei no, sbattere i pugni sui tavoli istituzionali che contano e lottare a costo di legarsi alla porta del Comune per non perdere ciò che i rignanesi hanno conquistato in decenni di conduzione democratica della cosa pubblica.

A Ginetta l'invito a starsene almeno in silenzio e ad ammettere il suo nullismo e la sua incapacità gestionale. Forse un commissario prefettizio avrebbe fatto meno danni di un primo cittadino capace solo di organizzare banchetti, festicciole e arrosti di torcinelli, salsiccia e castrato. E questo lo chiediamo direttamente al vice-sindaco Matteo Orlando, il vero responsabile di questo sfacelo, colui che a tutti i costi ha voluto tenere in piedi una maggioranza striminzita e nullafacente. Rignano ha bisogno sicuramente di altro.