Giovedì, Maggio 24, 2012
   
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Senz'acqua i villaggi di stranieri,centinaia di immigrati assetati

40514Il ghetto di Rignano Garganico scalo senz’acqua potabile da almeno otto mesi

Anguria bibite fresche e un film: non sono l’acqua che manca da otto mesi, ma tanti freschi gesti di solidarietà, portati ieri sera da un gruppo di volontari agli immigrati che vivono nelle borgate della vergogna. Come definirle altrimenti? Il Ghetto di Rignano, Borgo Mezzanone, Cicerone, a Borgo Tre Titoli, sono senz’acqua potabile da almeno otto mesi .....(segue)
e gli extracomunitari per bere sono costretti a percorrere più di un chilometro a piedi per raggiungere il più vicino sistema di irrigazione dei campi da cui è possibile riempire le bottiglie o le taniche di plastica.

«Se la Regione non porta l’acqua noi portiamo il cinema» è lo slogan scelto per l’iniziativa di ieri sera voluta dal giornale di strada “Foglio di Via”, dall’associazione “Fratelli della Stazione” e dai volontari del campo di lavoro “Io ci Sto”, coordinati dal missionario scalabriniano padre Arcangelo Maira. Loro hanno seguito anche gli stranieri che hanno patito la penuria d’acqua durante l’inverno e con loro hanno atteso che quest’estate arrivassero le cisterne d’acqua ed i bagni chimici che da tre anni la Regione Puglia, d’intesa con l’Acquedotto Pugliese, installa nelle zone di maggiore affluenza di migranti stagionali. Nulla: quest’anno questi interventi minimi non ci sono ancora stati. 

«Attendiamo di sapere qualcosa - dicono i volontari - ci auguriamo che le istituzioni ci dicano se e quando questi servizi saranno ripristinati». Loro intanto ieri sera hanno portato al Ghetto di Rignano bibite fresche, melone rosso ed un film da vedere tutti assieme, “Kirikù e la strega Karabà”. Non a caso è stata scelta questa pellicola: l’anno scorso il film prescelto fu “Tempi moderni”, la sferzante satira di Chaplin sulle catene del lavoro. Nella storia di Kirikù l’acqua è della strega Karabà, unica proprietaria di questo bene; la nostra realtà è, se possibile, peggiore: l’acqua di tutti, ai migranti viene negata. Di qui l’appello alle istituzioni (intese anche come Comuni) lanciato dai volontari con l’iniziativa di ieri. 

Come ormai sapranno in molti, i medici volontari che da alcuni anni si occupano della salute dei migranti stagionali sparsi nelle campagne della provincia di Foggia riscontrano sempre più spesso malattie figlie delle cattive condizioni igieniche e delle precarie condizioni di vita in generale, un mix terribile che finisce per minare anche il fisico più resistente.