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Senz'acqua i villaggi di stranieri,centinaia di immigrati assetati
Il ghetto di Rignano Garganico scalo senz’acqua potabile da almeno otto mesi
«Se la Regione non porta l’acqua noi portiamo il cinema» è lo slogan scelto per l’iniziativa di ieri sera voluta dal giornale di strada “Foglio di Via”, dall’associazione “Fratelli della Stazione” e dai volontari del campo di lavoro “Io ci Sto”, coordinati dal missionario scalabriniano padre Arcangelo Maira. Loro hanno seguito anche gli stranieri che hanno patito la penuria d’acqua durante l’inverno e con loro hanno atteso che quest’estate arrivassero le cisterne d’acqua ed i bagni chimici che da tre anni la Regione Puglia, d’intesa con l’Acquedotto Pugliese, installa nelle zone di maggiore affluenza di migranti stagionali. Nulla: quest’anno questi interventi minimi non ci sono ancora stati.
«Attendiamo di sapere qualcosa - dicono i volontari - ci auguriamo che le istituzioni ci dicano se e quando questi servizi saranno ripristinati». Loro intanto ieri sera hanno portato al Ghetto di Rignano bibite fresche, melone rosso ed un film da vedere tutti assieme, “Kirikù e la strega Karabà”. Non a caso è stata scelta questa pellicola: l’anno scorso il film prescelto fu “Tempi moderni”, la sferzante satira di Chaplin sulle catene del lavoro. Nella storia di Kirikù l’acqua è della strega Karabà, unica proprietaria di questo bene; la nostra realtà è, se possibile, peggiore: l’acqua di tutti, ai migranti viene negata. Di qui l’appello alle istituzioni (intese anche come Comuni) lanciato dai volontari con l’iniziativa di ieri.
Come ormai sapranno in molti, i medici volontari che da alcuni anni si occupano della salute dei migranti stagionali sparsi nelle campagne della provincia di Foggia riscontrano sempre più spesso malattie figlie delle cattive condizioni igieniche e delle precarie condizioni di vita in generale, un mix terribile che finisce per minare anche il fisico più resistente.
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