Giovedì, Maggio 24, 2012
   
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Le radici......

emigrante1di Antonio Daniele

La nostra è una terra d’emigrazione. Tanti nostri giovani, e adesso anche famiglie intere, lasciano la città natale per approdare nelle varie parti d’Italia e del mondo per una vita più agiata e per un lavoro sicuro.

La nostra è una terra amara. Mentre si è felici di lasciarla per altre mete, ti accorgi che il legame è forte e la nostalgia è dietro l’angolo. In questi giorni sono tanti i nostri concittadini che sono ritornati per un periodo di ferie e di meritate vacanze. A loro voglio dire che la nostra è ancora una città d’amare.

È una città semplice che ha bisogno di uno sforzo di entusiasmo, di una marcia in più per superare i problemi di sempre. C’è molto da lavorare soprattutto dal punto di vista educativo. C’è bisogno di uno spessore culturale più alto per poter guardare con più serenità ai problemi di ogni giorno. Oggi più di ieri abbiamo bisogno di orizzonti nuovi, dove l’ordinario non è lo straordinario.

Oggi dobbiamo guardare alle nostre radici per riaffermare la nostra identità. Il male di S. Marco negli ultimi anni è stato quello di aver perso la propria specificità nell’ambito territoriale e culturale. Ogni giorno un pezzo di queste radici vanno via. Vuoi per l’età, vuoi per intraprendere nuove strade. Le radici sono un modo per alimentare dalla terra il tronco della vita. E quando le radici scompaiano anche il legame si affievolisce per perdersi poi nel tempo. Negli ultimi tempi mi capita di leggere sempre più spesso manifesti di annuncio di lutto di persone residenti fuori città.

Sono le nostre radici che ci lasciano e che affievoliscono il legame dei propri figli con la terra dei genitori. Figli, soprattutto quelli nati all’estero, che magari non parlano bene la nostra lingua, o addirittura non sanno quali familiari devono cercare. Lancio qui l’idea di trovare un modo per cercare di mantenere vivo il legame con la terra dei propri avi. Potrebbe essere una piattaforma digitale, ma nello stesso tempo rapporti più diretti. Magari un consigliere con la delega dei residenti fuori città potrebbe essere il primo tratto di strada.