Giovedì, Maggio 24, 2012
   
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GUAI GIUDIZIARI PER IL SINDACO DI RIGNANO: 90 giorni per rimuovere la "bruttura" in Largo P. Grande

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di Angelo Del Vecchio

La magistratura dauna impone al privato e al Comune di Rignano di smantellare la "baracca" realizzata su suolo privato, la cui costruzione era stata autorizzata dal Sindaco, altre indagini sarebbero in corso e riguarderebbero denunce presentate per il mancato affidamento di aree pubbliche ad esercizi commerciali e... (segue)

...per i lavori di riforestazione eseguiti in localita' "demanio". Iniziano i primi guai giudiziari per la Pubblica Amministrazione di Rignano Garganico e per il sindaco Antonio Gisolfi, che si vede annullare l'affidamento di un'area pubblica (che poi si è scoperta essere privata) ad un commerciante di Largo Portagrande. Su quel suolo è stata innalzata, come noto, una struttura prefabbricata che faceva da vero e proprio ristorante all'aperto. La magistratura dauna avrebbe imposto al Comune di Rignano e al privato interessato di rimuovere quello sconcio entro e non oltre 90 giorni (ne restano una ottantina), perchè realizzato abusivamente.

E non è tutto: privato ed Ente Pubblico dovrebbero pure riattare l'area e riparare eventuali danni, che a questo punto peseranno sulla collettività; inoltre, la baracca" non dovrebbe essere più utilizzata per i fini commerciali per cui era stata momentaneamente destinata dal sindaco Gisolfi. Tutto sarebbe nato dalla denuncia presentata da un privato cittadino rignanese, a cui non sarebbe andata giù la scelta del Comune di affidare l'area antistante la Guardia Medica ad un unico cittadino, togliendola al pubblico godimento, così come era stato sancito in passato.

Lo stesso privato nei giorni scorsi avrebbe presentato un secondo esposto alla Procura della Repubblica di Foggia perchè avrebbe notato che la "baracca", nonostante la sentenza, sarebbe ancora utilizzata e per giunta frequentata da pubbliche autorità. Il denunciante avrebbe riscontrato violazioni al codice civile e a quello penale, tra cui la reiterazione di reato e l'abuso di potere. Ora l'ultima parola spetta al giudice, che dovrà dichiararsi nuovamente. Tutto comunque sarebbe stato fotografato e filmato.

Finito qui? Niente affatto, alcuni privati cittadini avrebbero presentato nei giorni e mesi scorsi altri esposti alla Procura foggiana e ad altre strutture inquirenti su manifestazioni estive ed invernali, sul mancato affidamento di aree pubbliche a commercianti e sui lavori pubblici eseguiti da una ditta locale e mai definitivamente liquidati. Si tratta delle opere di riattamento idrogeologico e di riforestazione in località "Demanio", la cui azienda esecutrice dei lavori attende da ben due anni la liquidazione di una fattura di circa 40.000 euro.

Il Comune, stando a quanto emerso dalle indagini preliminari appena avviate, non avrebbe eseguito il suo ruolo di controllo e di garanzia nel trasferimento di fondi pubblici. Per concludere, l'ipotesi di reato riguarderebbe anche la presunta persecuzione e abuso di potere nei confronti dell'amministratore delegato dell'azienda, che sarebbe poi l'autore materiale dell'esposto alla magistratura. Come andrà a finire? Chi lo sa, intanto a rimetterci ancora una volta sono i rignanesi che lavorano e che soffrono nella speranza di un futuro migliore.

Sotto una foto della baracca in questione

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