Giovedì, Maggio 24, 2012
   
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Parte ufficialmente la "Grande Rignano"

RIGNANO GARGANICO. Tutti o quasi vogliono "La Grande Rignano". E' quanto emerso l'altra sera nel cortile del Palazzo Baronale del piccolo centro garganico, al termine di un tranquillo e costruttivo dibattito sul futuro del paese, insistentemente voluto dal movimento dei fuori sede "Rignano Futura & Solidale" coordinato dal giornalista e scrittore Angelo Del Vecchio. L'occasione è stata utile per analizzare lo stato della situazione e cercare di trovare una soluzione ai problemi principali che affliggono la popolazione.

Non solo quindi i grandi progetti, ma le questioni più semplici: la mancanza di un defibrillatore e persino di medicinali presso la locale Guardia Medica; le strade divelte in paese e in campagna; lo stato di degrado generale del verde e delle strutture pubbliche a cominciare da Via Roma, dalla Croce, dai marciapiedi e dalla Villetta Comunale; lo stato di sfruttamento della manodopera nelle campagne; l'aumento continuo dei dazi comunali senza un corrispettivo in termini di qualità e quantità dei servizi; la chiusura del Centro di Riabilitazione Motoria "Padre Pio"; il randagismo che sta provocando danni a persone e a cose (in molti starebbero preparando esposti alla Procura della Repubblica); l'incremento della presenza di ragazzi tossicodipendenti; la sicurezza in paese e nelle campagne e via discorrendo. Poi vengono i progetti più grandi come quello di realizzare un centro sociale per anziani e disagiati psico-fisici o una casa di riposo; l'apertura del Museo di Grotta Paglicci, con il relativo rilancio del turismo legato a tale sito preistorico; la realizzazione del Parco Eolico di Coppa del Vento a cura dell'Azienda "Gargano Energia" e tutte le iniziative simili messe in piedi e in divenire; la Grande Statua di San Pio; un consorzio tra le aziende produttrici e commerciali per rendersi più competitivi anche fuori dal paese (per esempio non vi è alcuna impresa a Rignano con certificazione idonea a partecipare ad appalti pubblici) ed altro. Al tavolo di presidenza, oltre al già citato Del Vecchio, anche Antonello Soccio (nella foto), che coordinerà praticamente il progetto de "La Grande Rignano" a livello locale. Soccio, insignito nei giorni scorsi del Premio "Raffaele De Lillo" ai Rignanesi nel mondo, è anch'esso un fuori sede; molto conosciuto in paese, ha la giusta esperienza nel campo sociale, culturale e politico per portare avanti un serio discorso di unità e di ricostruzione. I rignanesi in sede hanno bisogno di tornare a sperare in un futuro migliore, i fuori sede hanno il diritto di poter interagire con consigli e suggerimenti sulla conduzione del paese in tutti i campi, avendo in molti casi la giusta esperienza e la professionalità che mai guastano. Presenti per l'occasione tra gli altri gli ex-sindaci Francesco Gisolfi, Michele Ciavarella e Nicola Saracino; l'ex-presidente della Pro Loco Pinuccio Piccirilli; l'imprenditore Angelo Resta; i coordinatori del PDL Donato Del Priore e Peppino Gaggiano; l'esponente e consigliere comunale dell'Udc Vito Di Carlo; il docente dell'Università di Bologna Angelantonio Mastrillo; lo scrittore e poeta Peppino Del Re; l'etnomusicologo Salvatore Villani; il segretario di Rifondazione Comunista Domenico Capuano; il presidente del Partito Democratico Angelo Fania. Significativi gli interventi dei fuori sede Andrea Villani (giovane professionista) e Cinzia Viola (imprenditrice in Emilia Romagna), che hanno riportato le loro opinioni e i loro consigli dal punto di vista di chi non vive a Rignano e ci ritorna ad ogni occasione per riscoprire le origini e gli affetti di familiari ed amici. Negli ultimi anni, però, ci tornano con la morte nel cuore, in quanto vedono il paese deperire e implodere su se stesso giorno dopo giorno. Altrettanto significativo l'intervento del medico Grazia Nardella, che, rifacendosi all'intervento precente di Viola, ha suggerito di seppellire l'ascia di guerra e di ripartire dalle piccole cose, perchè Rignano non ha bisogno di grossi progetti, ma della quotidianità. A tale scopo sia Viola, sia Nardella, hanno suggerito di tornare a valorizzare quello che già abbiamo e che chi viene da fuori apprezza e ammira. Ovvio, come hanno ricordato Saracino, Soccio, Nardella e Del Priore che chi dovrà prendersi l'incarico di primo cittadino avrà davanti una scalinata ripida e tutta in salita. Il futuro sindaco dovrà rimediare a tutti gli errori non solo dell'ultimo mandato di Antonio Gisolfi, ma addirittura dell'ultimo trentennio. Il progetto de "La Grande Rignano", a cui vedono di buon occhio anche il movimento vendoliano "Sinistra Ecologia e Libertà" di Pietro Bergantino e l'Unione di Capitanata di Costanzo Fiore, va proprio nella direzione di superare le lotte del passato, oltrepassare le lobby che amministrano in maniera occulta il paese, creare entusiasmo, mettere un punto e ripartire con la voglia di fare meglio. Ovvio che per farlo c'è bisogno di un "mea culpa" collettivo. Nessuno si può arrogare il diritto di dire che ha ragione e di additare chi sbagliato. Se il paese è regredito oggi così visibilmente le colpe sono da ricercare in una sorta di "pazzia collettiva" che deve essere curata attraverso un necessario risveglio culturale e un rinnovato amore nei confronti di un paese che non merita la guerra, ma la pace e la tranquillità. Lo dobbiamo fare per chi ci vive e per chi non ci vive e ci ritorna sporadicamente per le vacanze e per le circostanze della vita. Per concludere, nei prossimi giorni Antonello Soccio convocherà le associazioni, i partiti, le imprese e i liberi cittadini rignanesi per parlare del progetto de "La Grande Rignano" e cercare di realizzare una rete tra chi vive fuori e chi vive in paese, che possa essere da volano alla "resurrezione" di questo piccolo-grande borgo millenario.