Giovedì, Maggio 24, 2012
   
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Fuori tempo

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Una volta gli orologi del paese scandivano la vita della comunità. Oggi, purtroppo, certe usanze sono scomparse e anche gli orologi hanno fatto una brutta fine. Molti ricorderanno la sirena dell’edificio Balilla che alle otto di mattina e a mezzogiorno segnava la vita dei lavoratori e delle persone comuni..C’erano anche i rintocchi dell’orologio di “sopra lu tron” cioè del comune che con una certa ufficialità dava l’ora a tutta la città.

Oggi ci sono tanti modi per vedere il tempo. Anche gli orologi da polso hanno fatto il loro tempo a vantaggio dei telefonini o dei palmari dove è impressa l’ora esatta. Però, una città dove gli orologi sono tutti fermi dà la sensazione della staticità. Nemmeno il tempo che passa può servire a dare slancio ad una nuova azione. In pratica siamo fermi. La metafora di San Marco sono i suoi orologi. Tutto è fermo, anche il tempo. Sarebbe una buona cosa che riprendessero  a funzionare, visto che hanno un valore storico e meccanico di grande rilevanza. Se proprio non ci riusciamo possiamo sempre affidarci all’orologio solare della Chiesa di S. Antonio Abate che da decenni segna l’ora. L’unica attenzione da prendere che nel periodo dell’ora legale con la mente bisogna andare con un’ora avanti. Negli ultimi mesi ci sono i rintocchi delle campane delle chiese che segnano l’ora ma pare che, in un paese fermo come il nostro, anche quelle danno fastidio.

 

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