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Al servizio dei deboli
Terminato il servizio delle suore Adoratrice del Sangue di Cristo all’Opera Pia “M. ed E. Gravina”.
SAN MARCO IN LAMIS - La presenza a S. Marco in Lamis delle suore Adoratrice del Sangue di Cristo è stata sempre legata alle due strutture che hanno delineato il volto della città: l’Ospedale Umberto I e la Fondazione Opera Pia “M. ed E. Gravina”.
Una presenza silenziosa e preziosa che da ben 74 anni ha garantito l’assistenza ai deboli attraverso il servizio agli ammalati, agli anziani e all’educazione dei ragazzi con la scuola dell’infanzia. Intere generazioni di sammarchesi sono passate tra le aule della scuola e hanno ricevuto un’educazione ispirata al carisma della fondatrice: accoglienza, spirito di sacrificio, carità e santità di vita. Il 31 Agosto, le suore Adoratrice del Sangue di Cristo hanno terminato il loro servizio presso la struttura dell’Opera Pia “M. ed E. Gravina”.
L’attuale consiglio d’amministrazione della fondazione è presieduto dal prof. Sebastiano Delle Vergini. Nel 2008 la struttura è stata riconosciuta dalla Regione Puglia come una onlus. Anche se la S. Maria De Mattias, fondatrice dell’ordine, non ha fatto mai visita alla città, il suo carisma e il suo zelo è stato reso vivo dall’operosità delle suore che ogni giorno si sono donate instancabilmente nelle due strutture. Un impegno riconosciuto pubblicamente con la denominazione della strada antistante la struttura alla fondatrice dell’ordine. L’impegno delle suore è stato determinante per portare avanti la missione delle due strutture cittadine dell’Ospedale e dell’Opera Pia. Ma è stata anche una testimonianza a far crescere anche in tanti laici l’impegno verso i deboli e gli anziani.
L’idea dell’Opera Pia nacque nel cuore della nobildonna Michelina Gravina. L’Opera doveva avere il duplice scopo di assistere i vecchi e le vecchie inabili al lavoro e di dare una formazione religiosa e civile a fanciulli e fanciulle, con l’asilo infantile intestato a suo marito “Emanuele Serrilli”. Le suore hanno collaborato fin dal 1949 nell’asilo infantile e dal 1959 nel delicato compito di assistere gli anziani. Le suore hanno cooperato in maniera encomiabile al buon andamento della Fondazione con una presenza continua, attenta e impegno concreto, garantendo un servizio caritatevole quotidiano.

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