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«Influenza, aule vuote? La colpa è dei media»
Sono in aumento le assenze degli studenti dalle lezioni, nelle scuole pugliesi, a causa della psicosi dell’influenza A. La conferma arriva anche dall'assessore regionale alla Salute, Tommaso Fiore. E, il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale della Puglia, Lucrezia Stellacci, sbotta: «La psicosi influenza suina avete contribuito a crearla voi giornalisti parlandone di continuo su tutti i giornali».
Piena condivisione sui protocolli da adottare per fronteggiare l’influenza A e appello al personale sanitario a vaccinarsi. È quanto è scaturito dall’incontro tecnico tra i responsabili dei 12 reparti di Rianimazione dei nosocomi pugliesi al quale ha partecipato l’assessore regionale alla Salute, Tommaso Fiore. «C’è piena condivisione sul da farsi - ha detto Fiore - e sugli iter da seguire. Abbiamo anche deciso che il lavoro verrà svolto a livello orizzontale, per cui il tavolo istituito tratterà direttamente i casi più gravi».
Intanto, la psicosi da influenza A ha colpito le scuole pugliesi, dove sono in aumento le assenze degli studenti, anche se il numero delle defezioni non potrà aversi prima della metà della prossima settimana. «Occorre avere un quadro di qualità - spiega Fiore - che possa ricavarsi dalle informazioni relative ad assenze di almeno tre giorni consecutivi dalle lezioni. Solo quando avremo questi dati, che stiamo raccogliendo, la situazione sarà chiara». L’assessore fa poi una precisazione. «Per noi conta - sostiene - ciò che ci dice l’osservatorio sull’influenza, mentre i dati di fonte scolastica possono essere un corollario di carattere sociale. Infatti, alcune assenze sono di carattere occasionale, mentre altre possono essere di natura preventiva a causa della paura di essere contagiati».
La rete regionale di osservazione dell’influenza sta monitorando la situazione attraverso «Influnet», la rete di medici sentinella allestita per tenere sotto osservazione l’andamento dell’influenza stagionale.
In ogni caso, in numerose scuole materne del capoluogo si sono registrate già nelle scorse settimane numerose assenze che hanno decimato le classi. A conferma, quindi, che la popolazione più colpita dal virus A è stata in percentuale quella compresa tra 0 e 4 anni, con un’incidenza di 6,84 casi ogni mille bambini (1.332 contagiati nella scorsa settimana).
Sulle assenze da scuola degli studenti è di differente avviso il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale della Puglia, Lucrezia Stellacci, che addossa le responsabilità ai mass-media. «La psicosi influenza suina - tuona - hanno contribuito a crearla i giornalisti parlandone di continuo su tutti i giornali».
«Sono continuamente tempestata dai giornalisti delle varie testate - incalza - che vogliono sapere qual è la percentuale di assenze per l’influenza, se ci sono segnalazioni, casi particolari. Allora: le scuole sono autonome, coordinate da un dirigente scolastico che ha avuto delle istruzioni ben precise dal nostro ministero e attraverso noi, ed è anche affiancato dagli organismi sanitari e parasanitari. Per cui, ogni dirigente scolastico sta gestendo la situazione e non ha bisogno di fare riferimento a noi, di comunicare le assenze o i casi particolari».
«Nella nostra amministrazione - dice ancora la Stellacci - non c'è assolutamente questo stato d’animo, questa apprensione, questa attenzione. Io la leggo solo sui giornali. Si sta esagerando e, come al solito, a danno delle famiglie e dei diritti dei cittadini. La gente è disorientata e non sa più cosa fare. Da una parte si pubblicano sui giornali articoli di professionisti e sanitari che sconsigliano dal vaccinare i bimbi. Dall’altra parte c'è gente che dice che è opportuno vaccinarli».
«Si sta giocando sulla pelle del cittadino e questo a me dispiace tanto», conclude.
Infine, i vaccini. «È tutto pronto. Intanto chiederemo al personale sanitario di vaccinarsi - annuncia l’assessore Fiore - perché al momento la percentuale è bassa». Differente la situazione generale, con poche richieste giunte nei centri sanitari. «La mancanza di confusione ci agevola per predisporre il da farsi, ma può anche significare che non ci si voglia vaccinare per paura. Una paura del tutto ingiustificata», conclude l’assessore.
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