Giovedì, Maggio 24, 2012
   
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Aggressione al giornalista Michele Cirulli, ecco i fatti

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CERIGNOLA - Ho lasciato che parlassero, per un intero giorno, i miei aggressori. Uso il plurale e non è un caso. Giovanni Grieco (PD) mi aveva intimato, settimane addietro e in presenza di due testimoni suoi colleghi di partito, di non farmi vedere nelle vicinanze della sezione, perché mi avrebbe picchiato. Il giorno del coordinamento era importante per un solo motivo: Elena Gentile sta attraverso la crisi più profonda degli ultimi 5 anni e la sua leadership è messa in discussione da più della metà del partito.

Quel coordinamento avrebbe palesato questo malcontento nei suoi confronti. Insomma, giornalisticamente un notizione. Per questo, munito di fotocamera, scatto delle foto ai democratici che stazionavano davanti alla sezione del partito: chiunque abbia letto un giornale in vita sua, sa che scattare fotografie a personaggi pubblici in luoghi pubblici non è reato, né peccato. Solo Elena Gentile (che l’ha detto in presenza di innumerevoli persone) e la segretaria Silvana Ladogana (che l’ha scritto nel comunicato stampa) la pensano diversamente.  Grieco mi dice “Scemo, vattene altrimenti ti picchio” (chiaramente in dialetto); faccio finta di non sentirlo, la prima volta, mentre l’amico che mi accompagnava registrava tutte queste anomalie comportamentali. Grieco continua, io non accetto la provocazione. Entra in sezione ed esce nuovamente e a quel punto mi si dirige contro. “Ti ho detto che te ne devi andare” e poi di nuovo con il fiume di insulti; a pochi centimetri da lui Elena Gentile, assessore regionale al Lavoro della giunta Nichi Vendola. Nessuna parola da parte sua e da qualche altro democratico nei paraggi. Gli insulti di Grieco continuano, nasce un battibecco: continua a minacciarmi, a dirmi che devo andare via, cerco di spiegare, sebbene seccato, che è un ignorante e non può impedirmi di lavorare. Oltretutto davanti all’assessore regionale al Lavoro. Si agita ancora di più e dopo altri paroloni, e solo allora, nasce il battibecco. Mi si avvicina, mi strattona contro l’auto su cui ero appoggiato e lì sbatto la testa al veicolo; nonostante questo, mentre gli spettatori non paganti continuavano a non proferire parola, intimo al Grieco di non toccarmi; lui, invece, continua più volte fino a mettermi le mani alla gola. A quel punto in maniera decisa mi divincolo dalla morsa e si crea la calca. Il giornalista della Gazzetta Antonio Tufariello mi accompagna in ospedale dove mi refertano la «contusione alla regione occipitale». Arriva anche Grieco al pronto soccorso. Con un avvocato.

L’indomani, quindi ieri, incontro Silvana Ladogana per strada. Ero con diversi amici e colleghi. La segreteria ammette di aver sbagliato a inviare quella nota stampa. Per intenderci: quella in cui stravolgono la versione dei fatti: “Ho sbagliato”, ha ripetuto in presenza di testimoni. Tant’è che nell’incontro di segreteria straordinaria convocato ieri, lo avrebbe ripetuto. Mentre Silvana Ladogana parlava, mi si avvicina un simpatizzante del PD che mi minaccia, dicendomi di smetterla di scrivere altrimenti avrei fatto i conti con lui: i presenti, alcuni del Partito, lo allontano e dopo dieci minuti il simpatizzante democratico torna indietro a chiedermi scusa spiegandomi le sue ragioni, che ho capito e compreso. È stato un malinteso chiuso sul nascere. Ma quella nota stampa ha generato dei mostri. E Silvana Ladogana ha assistito in prima persona agli effetti del meschino comunicato da lei sottoscritto. La vicenda sarà conclusa in tribunale, tenendo conto delle calunnie e delle aggressioni fisiche e verbali. Senza dimenticare, tra l’altro, che Grieco è dipendente pubblico, pagato da noi. Mi hanno chiesto: per quale motivo ti ha aggredito?Ho risposto: non lo so. So per certo che nel PD dopo gli articoli sulla Sanità e sugli assetti interni, erano molto insofferenti ai miei pezzi. Ma Grieco con la sanità non c’entra niente e negli assetti di partito non ha mai influito essendo politicamente marginale. Di sicuro, era l’unico a non potersi incazzare. Si sarà incazzato di riflesso, chissà.

Voglio ringraziare tutte le persone che mi sono state vicine, chi ha manifestato solidarietà pubblica, la redazione del mio primo giornale, Cerignola”città”; l’intero movimento politico La Cicogna e nello specifico Franco Metta; Giuseppe Schiavone e SEL, Carlo Dercole e GF, Ignazio Abatino e Giovane Italia.  Il MAttino di Foggia e Provincia di Gisoldi e Blasotta, L'Attacco di Piero Paciello. Tutti gli amici che mi hanno chiamato, mandato sms, scritto su Facebook. In particolare ringrazio Antonio Tufariello de La Gazzetta del Mezzogiorno che è un amico prezioso, oltre che un collega esperto e onnipresente. Giannatempo e soci, invece, dai quali non è giunta una parola sull’aggressione, probabilmente  ringrazieranno il PD per essersi sporcati le mani e aver regalato loro una gioia. Probabilmente riuscirò a sopravvivere al mutismo di chi ci governa e ci parla di legge e regole, anche se il segnale di questa amministrazione, con questo silenzio, è molto chiaro. Io continuerò a svolgere il mio lavoro sempre con la stessa intensità, non ho paura