Giovedì, Maggio 24, 2012
   
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Quel giornalista scomodo nel mirino

gianni_lannesChiesta la scorta per Gianni Lannes: tre attentati

«Adesso basta, anche perchè comincio ad essere seriamente preoccupato per la mia vita, per quella della mia famiglia». A parlare è Gianni Lannes, free lance, autore di inchieste ambientaliste e non solo, con l’etichetta di giornalista scomodo a spasso per la Capitanata e non solo, spesso coscienza critica di mali che persistono e misteri che si tramandano senza soluzione. Ma da quest’estate è assillato da un tormento: che qualcuno lo perseguiti; che ce l’abbiano con lui; forse perchè è arrivato a scoperchiare qualcosa di estremamente pericoloso, di imbarazzante.

«Ci ho rimesso tre macchine e una buona dose di tranquillità...», detta con voce tranquilla ma ansiosa. «Chi ce l’ha con me?» Non lo so, ma non necessariamente questa persecuzione potrebbe avere radici da queste parti; io non riesco a individuare una matrice precisa, ma le indagini sono in orso e mi auguro che a qualcosa si arrivi, sono fiducioso». La prima paura la prese il 2 luglio scorso quando lo svegliarono di soprassalto per annunciargli che la sua auto era saltata in aria in una stradina stretta, via Trento, a Orta Nova. «Era una Peugeot...», racconta sconsolato. «Ma non è stato quello l’uni co...», ricorda e incalza: «Il 23 luglio mi sabotarono i freni di un’altra auto sempre a Orta Nova: sono vivo per miracolo...». L’ultimo attentato qualche giorno fa il 5 novembre: «Altra macchina bruciata». Ma se tre indizi non fanno una prova, non innescano nemmeno uno straccio di sospetto almeno fino ad oggi. Così resta un mistero e uninterrogativo: «Chi ce l’ha con Gianni Lannes?». In prefettura come gli investigatori invitano alla cautela. «Fino a quando non accerteremo non sarà possibile dire nulla. Noi stiamo indagando», dicono. Intanto qualche politico ha chiesto per lui la scorta. «L’8 luglio ci fu anche una interrogazione parlamentare al ministro Maroni: nessuna risposta», sottolinea il giornalista. Ma i tre attentati subiti non sono l’unico mistero. Racconta: «Prima dell’atten - tato del 2 luglio ricevetti una mail con minaccia di morte alla redazione del mio giornale on line «Italia terra nostra». L’ha girata anche quella ai carabinieri. «Io ho collaborato con Minoli, con giornali importanti, da Panorama all’Espresso, faccio il giornalista da 23 anni. «A mio avviso i moventi non sono legati a questo territorio, non hanno una matrice legata alla criminalità organizzata locale. Mi sono occupato anche di inchieste sui servizi segreti che coinvolgevano apparati deviati dello Stato» Intanto sabato pomeriggio a Orta Nova Leoluca Orlando e Pierfelice Zazzera dell’Idv si occuperanno della sua vicenda, quella del giornalista scomodo finito nel mirino di chissà chi.

 

La Gazzetta del Mezzogiorno