Giovedì, Maggio 24, 2012
   
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Luoghi privilegiati d’amore

nikMons. Tamburrino in visita agli ammalati della Parrocchia di S. Giuseppe

Sono i luoghi della sofferenza e nello stesso tempo luoghi privilegiati d’amore. Sono tanti gli anziani e gli ammalati della nostra città che vivono in casa accuditi da familiari e badanti. Ogni settimana ricevono la comunione e vengono visitati regolarmente dai sacerdoti per la confessione e l’aiuto spirituale.

Nell’ambito della visita pastorale alla Parrocchia di S. Giuseppe, l’Arcivescovo Francesco Pio Tamburrino ha voluto visitare anche lui alcuni ammalati e anziani della comunità: Una visita speciale, attesa e indimenticabile per chi ha ricevuto questo particolare dono. Gli ammalati, gli anziani e i sofferenti sono al primo posto nell’attenzione della Chiesa. Esprimono a tutta l’umanità, con la loro sofferenza e debolezza, la vicinanza di Gesù sofferente sulla croce.

Nella recente lettera di Benedetto XVI per la Giornata Mondiale del Malato, il Pontefice si esprime dicendo che “se ogni uomo è nostro fratello, tanto più il debole, il sofferente e il bisognoso di cura devono essere al centro della nostra attenzione, perché nessuno di loro si senta dimenticato o emarginato; infatti, la misura dell'umanità si determina essenzialmente nel rapporto con la sofferenza e col sofferente. Questo vale per il singolo come per la società.

Una società che non riesce ad accettare i sofferenti e non è capace di contribuire mediante la compassione a far sì che la sofferenza venga condivisa e portata anche interiormente è una società crudele e disumana”. La visita pastorale del Vescovo ai nostri ammalati e anziani è uno stimolo per pensare come noi ci poniamo di fronte alla sofferenza e alla debolezza. Tanti sono gli anziani accuditi da badanti di altre nazionalità, sarebbe interessante avviare uno studio su quanti cittadini stranieri vivono in città per questo particolare servizio. Come i nostri anziani si pongono nei loro confronti e come essi s’integrano con la nostra cultura. Sarebbe, anche, interessante capire come i giovani si pongono di fronte alla sofferenza.

Alcune domande rivolte al Vescovo in questi giorni riguardavano proprio questo tema. Lo stesso Papa Benedetto XVI invita “i giovani a imparare a “vedere” e a “incontrare” Gesù nell'Eucaristia, dove è presente in modo reale per noi, fino a farsi cibo per il cammino ma sappiatelo riconoscere e servire anche nei poveri, nei malati, nei fratelli sofferenti e in difficoltà, che hanno bisogno del vostro aiuto. A tutti voi giovani, malati e sani, ripeto l'invito a creare ponti di amore e solidarietà, perché nessuno si senta solo, ma vicino a Dio e parte della grande famiglia dei suoi figli”. La visita dell’Arcivescovo ai nostri ammalati ci sproni ad essere vicini a chi vive questi particolari momenti della propria esistenza.