Giovedì, Maggio 24, 2012
   
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Fantapolitica/17 : Il Carnevale smascherato

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di Mario Ciro Ciavarella

Questa non ci voleva: un altro mito cade nelle usanze del nostro paese: durante il periodo di carnevale bisogna appendere ai chiodi campanacci e passamontagna. In pratica nella nostra città avremo da oggi in poi un carnevale senza maschera locale. Tutte le città hanno una maschera carnevalesca: Brighella e Arlecchino (Bergamo), Colombina e Pantalone (Venezia), Gianduia (Torino), Balanzone (Bologna)…...Segue

 

e noi che abbiamo il "Vaccheros con pendaglio" tra pochi giorni non l’avremo più. Così è deciso!

E ora, cosa ci resta durante i giovedì e gli ultimi tre giorni di Carnevale? Chi ci farà ricordare che in quei giorni si celebra in tutto il mondo, o quasi, il Carnevale? Le singolari note dei campanacci rimarranno dei tristi ricordi da raccontare ai figli dicendo: “Ai miei tempi, sì che era Carnevale, le vie di San Marco erano percorse da “morre” di ragazzi travestiti con la maschera locale, "il Vaccheros con pendaglio", che mettevano gioia dentro di noi facendoci ricordare che in quei giorni era giovedì, e se i campanacci li sentivi per tre giorni consecutivi, non era giovedì, ma era domenica, lunedì e martedì: gli ultimi tre giorni di carnevale.”

Anzi, bisognerebbe indire un concorso per non far morire questa tradizione, una specie di gara per vedere chi ha il campanaccio più grande e riesce a percorrere in meno tempo, di corsa, tutto Corso Matteotti.

Immaginate tutti i giovedì di Carnevale corso Matteotti gremito di gente e, in mezzo, i partecipanti di questa gara mentre corrono facendo suonare le grosse campane, prendendo i tempi per vedere chi riesce a percorrere in minor tempo la strada principale del nostro paese, premiando il vincitore facendolo partecipare alla trasmissione  "Italian's got talent", il programma televisivo di Canale 5 dove si cercano i talenti italiani nascosti (come noi).

Tradizioni come queste, in altri luoghi verrebbero incentivate.

Ricordo vagamente una processione che si svolge se non sbaglio in Sardegna, in cui i partecipanti sono mascherati e indossano pelli di animali e sopra, delle campane che suonano quando i ragazzi mascherati in questo modo si muovono.

Cosa abbiamo noi di meno dei sardi? Vogliamo farci imparare il mestiere dagli altri?

Non solo: visto e considerato che la nostra Fracchia molto probabilmente non verrà scelta come Bene Immateriale dell’Umanità”, perchè non ci ripresentiamo proponendo la nostra maschera locale, il "Vaccheros con pendaglio" come prossima candidatura all’UNESCO? Secondo me avremmo molte più possibilità di vittoria rispetto alle Fracchie: quando gli ispettori dell’UNESCO guarderanno i filmati e le fotografie con relativo commento sulla nostra maschera locale, rimarranno senza parole, crederanno che quelle figure non sono… nemmeno del nostro pianeta.

Gli ispettori dell’UNESCO vedranno davanti a loro una figura così abbigliata: tuta sporca da meccanico, passamontagna con tre buchi (per  il naso e gli occhi) fatti in modo artigianale; scarpe da ginnastica, bastone “per toccare le pecore”; davanti a queste figure, l’UNESCO non avrà dubbi: “Questi sono esseri che provengono da un altro pianeta e atterrano sulla terra durante il periodo di carnevale, e che hanno la loro base a San Marco in Lamis”.

E di conseguenze questo nostro benne immateriale deve assolutamente essere salvaguardato diventando in questo modo un bene di tutta l’umanità.

Quando abbiamo eccellenze locali come queste, perché dobbiamo nasconderle!!!

Mario Ciro Ciavarella

Immagine tratta dal profilo Facebook di Stefano Totta