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Amare perdutamente i giovani

Ernesto Olivero, fondatore del Sermig di Torino, a S. Marco in Lamis
Un incontro atteso, ricercato e preparato nei dettagli. Ernesto Olivero, fondatore del Sermig di Torino, ha fatto tappa a S. Marco in Lamis per incontrare i giovani e rendere la sua testimonianza sull’Arsenale della pace. L’incontro è stato organizzato dal Laboratorio di Formazione Sociale e dall’Azione Cattolica di S. Marco in Lamis.
L’evento ha ricevuto il patrocinio dell’Amministrazione Comunale della città. Da qualche tempo è attivo nella città di S. Marco in Lamis un laboratorio di formazione sociale che si rivolge soprattutto ai giovani, per essere pronti, con la bussola della Dottrina Sociale della Chiesa, a un impegno diretto nella vita della comunità intera. Il laboratorio si svolge attraverso degli incontri formativi a cadenza mensile sui temi che ogni anno sono individuati in collaborazione con l’Ufficio diocesano per la Pastorale Sociale e del Lavoro, diretto dal prof. Lelio Pagliara. L’incontro con Ernesto Olivero è stato anche la conclusione naturale della riflessione sulla pace che ogni anno, a partire dal messaggio del Papa, l’Azione Cattolica vive nel suo percorso formativo. L’Azione Cattolica, durante tutto il mese di Gennaio, si rivolge soprattutto ai ragazzi e ai giovani. Perché crede che loro siano i veri costruttori di pace chiamati a essere sentinelle credibili di un’aurora nuova, dove il dialogo, la giustizia, il perdono siano gli ingredienti di una nuova società.
Educare alla pace è stato il tema scelto per l’incontro con Ernesto Olivero. Educare alla pace è stata anche l’idea portante del Messaggio di Benedetto XVI. Il Pontefice scrive nel messaggio come “la pace non è soltanto dono da ricevere, bensì anche opera da costruire. Per essere veramente operatori di pace, dobbiamo educarci alla compassione, alla solidarietà, alla collaborazione, alla fraternità, essere attivi all’interno della comunità e vigili nel destare le coscienze sulle questioni nazionali e internazionali e sull’importanza di ricercare adeguate modalità di ridistribuzione della ricchezza, di promozione della crescita, di cooperazione allo sviluppo e di risoluzione dei conflitti”. Un impegno alla pace promosso da Ernesto Olivero attraverso l’opera dell’Arsenale della pace, cittadella di solidarietà, dialogo e accoglienza nel cuore di Torino. Olivero è andato subito al sodo nel suo appassionato intervento: “Bisogna fare sintesi su cose che ci uniscono e non su quelle che ci dividono. La pace si costruisce quando un gruppo fa unità intorno a sé e soprattutto fa le cose di Dio.
È possibile vivere la pace se siamo noi stessi uomini di pace e non di scontro”. Olivero ha ammonito i presenti a guardare sempre alla “Chiesa come maestra e non come una struttura. Una Chiesa che non si atteggia, ma una Chiesa scalza”. È il segreto del Sermig e dell’Arsenale della pace che a Torino, in Brasile e in Giordania “si fanno gli affari degli altri”. Accoglie più di 10.000 situazioni al giorno, dà da dormire a più di 2000 persone a notte. “Il segreto dell’Arsenale della pace ha detto Olivero che entra al suo interno un problema, esce una persona”. Tutto questo grazie all’apporto volontario giornaliero di 1000 persone e alla generosità della gente. Il 93% dei fondi che servono per l’opera di solidarietà è derivato dal contributo volontario delle persone che ogni giorno non fanno mancare quello che è necessario alla vita dell’Arsenale. Poi, Olivero ha allargato l’orizzonte alla vita della nostra Italia. “Abbiamo bisogno di una nuova primavera di onestà. L’Italia cambia se cambiamo noi. C’è bisogno- ha continuato Olivero- di una nuova ossatura, dove in politica vadano i migliori e fare il proprio dovere è la cosa giusta”. Infine, si è rivolto direttamente ai numerosi giovani presenti in sala: “L’oggi è nelle nostre mani. Entrate in politica, nel partito che volete, ma portate i vostri sogni, la vostra etica. Diventate economisti, uomini di cultura, imprenditori, operai, preti, ma impegnatevi per costruire un tempo nuovo, una primavera di onestà e riconciliazione. I giovani hanno bisogno di essere ascoltati, ma devono imparare a dire dei no convinti e dei sì impegnativi”. All’inizio della manifestazione, Ernesto Olivero è stato salutato dall’Assessore Angelo Soccio- Ciavarella che a nome dell’Amministrazione Comunale e dell’intero Consiglio ha espresso parole di riconoscenza e di sentita accoglienza della città all’illustre ospite.
Notizie biografiche di Ernesto Olivero
Ernesto Olivero è uno scrittore"costruttore di pace" italiano. Autodefinitosi "un innamorato di Dio", è noto per essere il fondatore del Sermig (noto anche come Arsenale della Pace) di Torino. A ventiquattro anni, il 24 maggio 1964 fonda il Sermig (SERvizio MIssionario Giovani) insieme alla moglie Maria Cerrato. Creatore di una particolare Bandiera della pace, riconosciuta da tutti gli ambasciatori e le confessioni religiose mondiali, in collaborazione con l'agenzia Armando Testa, ha affermato come al giorno d'oggi sia necessario superare il pacifismo, che rischia di diventare fine a se stesso, per diventare "pacificatori", "costruttori di pace". Amico personale di Madre Teresa di Calcutta e di Giovanni Paolo II ha ricevuto attestazioni e riconoscimenti a livello mondiale, spicca tra tutti quello di Cittadino Europeo dell’anno 2011.
SERMIG - Fraternità della Speranza
Il Sermig - Servizio Missionario Giovani - è nato nel 1964 da un'intuizione di Ernesto Olivero e da un sogno condiviso con molti: sconfiggere la fame con opere di giustizia e di sviluppo, vivere la solidarietà verso i più poveri e dare una speciale attenzione ai giovani cercando insieme a loro le vie della pace. Dai "Si" di giovani, coppie di sposi e famiglie, monaci e monache è nata la Fraternità della Speranza, per essere vicini all'uomo del nostro tempo e aiutarlo a incontrare Dio.


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