Martedì, Maggio 21, 2013
   
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Poliziotti e militari protestano: “Siamo cittadini di serie B”

protesta_milCi hanno pugnalato alle spalle”. È lo slogan che campeggia sulla sagoma di un “milite ignoto” con una lama conficcata in una schiena sanguinante. Un’immagine forte, ma  che rende bene l’idea del malessere quotidiano che gli uomini con le stellette sono costretti a vivere per la loro “specificità”. Diritti ritenuti sacrosanti e fondamentali per ogni cittadino, sono invece negati agli uomini in uniforme e di riflesso alle loro famiglie. È per questo che stamane, agenti di polizia e forze armate, stufi di essere considerati cittadini di serie B hanno protestato di fronte a Palazzo Spada, sede del Consiglio di Stato a Roma. A spiegare le ragioni delle associazioni aderenti al sit in è l’avv. Giorgio Carta, ex ufficiale dei Carabinieri ed esperto di diritto militare, nonché fondatore del sito GrNet.it, portale di informazione indipendente su Sicurezza, Difesa e Giustizia, ormai punto di riferimento virtuale per le quattro forze armate. “E’ ora che i cittadini in uniforme comprendano che il loro malessere ha spesso causa nella stretta giuridica data ai loro diritti dalla giurisprudenza della Quarta Sezione del Consiglio di Stato. Secondo quanto diramato dallo stesso Ministero della difesa – ha spiegato Carta in una precedente dichiarazione rilasciata a ilfattoquotidiano.it -  in Italia viene respinto il 95 per cento dei ricorsi proposti dai militari. Questo dato, già in sé allarmante ed anomalo, deve essere valutato considerando che nel 5 per cento dei ricorsi accolti sono compresi quelli puramente strumentali, proposti cioè per accedere ad atti amministrativi, per obbligare l’amministrazione a rispondere ad istanze o per chiedere l’ottemperanza di una sentenza”. Di qui l’alzata di scudi dell’altro giorno che ha impensierito non poco i vertici della Difesa, degli Interni e dello stesso Consiglio di Stato.

Gli appartenenti alle forze di Polizia e alle Forze Armate sono sempre di più discriminati anche nell’attuazione di norme generali che sono la garanzia della maternità, della paternità, della tutela dei familiari portatori di handicap. Ecco, anche in questa circostanza la giustizia amministrativa adotta due pesi e due misure”. È quanto ha dichiarato a caldo nel corso della manifestazione Domenico Pianese, segretario del Coisp, sindacato indipendente di Polizia.

Parliamoci chiaro – ha invece ribadito Giorgio Carta –, che il servizio militare o nelle forze di polizia comporti dei sacrifici non c’è dubbio, però che si arrivi espressamente a dire che i diritti dei cittadini normali non spettano tout court ai cittadini in divisa, questo è inammissibile. Il paradosso, ha ancora argomentato Carta “è che gli stessi militari a cui in Italia vengono negate le garanzie democratiche, vengono inviati all’estero a “portare democrazia” e quei diritti che loro stessi non possono esercitare in patria”.

La nostra richiesta - ha detto con fermezza Giuseppe Paradiso, ex elicotterista della Marina Militare e segretario del Partito Popolare Sicurezza e Difesa (PPSD)- è quello di portare la discussione quantomeno sul piano dei diritti civili, per le famiglie, per i disabili”.Una manifestazione, argomenta ancora Paradiso,  per “eliminare queste pastoie, queste specificità. Noi siamo specifici nel nostro lavoro; i nostri familiari non lo sono e quando hanno delle disabilità, quando hanno dei problemi di salute, sono uguali agli altri malati.” (A.C.)

 

 

 


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