Giovedì, Maggio 23, 2013
   
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FANTAPOLITICA/22: Il parchimetro no! Non l’avevo considerato…

parcometri-rif-roma

di Mario Ciro Ciavarella

Era da quasi un’ora che Camillo Cambomilla stava litigando con la toponomastica della sua città alla ricerca di un posto dove parcheggiare la sua 850 sport. Ogni spiraglio, anche di pochi centimetri di spazio che sembrava aperto, era chiuso: la parte anteriore di un’auto parcheggiata, quasi accarezzava la parte posteriore dell’auto successiva, e così via per metri e metri.....

Non si trovava un posto auto nemmeno se la propria automobile la si metteva posteggiata solo con le due ruote dello stesso lato che toccassero terra, e le altre due ruote alzate, lasciate in aria (stile circo Togni).

All’orizzonte Cambomilla vede accendersi una freccia di un’auto che sembri stia per lasciare il suo posto, quindi: un posto libero per parcheggiare!!

E infatti un’auto lascia il posto e Cambomilla si invola verso quello spazio quasi libero. Ma nemmeno il tempo di avvicinarsi a quei pochi metri liberati da pochi secondi, che un’auto lo sorpassa e gli ruba il posto.

E la ricerca continua… Girando l’angolo, in fondo, sembra che ci sia un altro posto libero. Cambomilla vede nello specchietto retrovisore se per caso ci fosse un altro automobilista intento a sorpassarlo: sembra che non ci sia nessuno.

Camillo Cambomilla, per maggior sicurezza, mette la freccia a sinistra per far capire: “Questo parcheggio è mio! Non mi fregate di nuovo. No, meglio mettere la freccia a destra: così, nessuno mi può sorpassare credendo che stia girando a destra.”

“È meglio ancora se metto le quattro frecce… nel dubbio”.

“Le quattro frecce e accendo anche gli abbaglianti, meglio esagerare...”

Non sappiamo quale sia stata la decisione presa su quali leve del volante premette, ma una cosa è certa: riesce a trovare un parcheggio per la sua auto. Camillo scende dall’auto, si guarda intorno, nessuno in giro che protesti per un eventuale posto-macchina “rubato” al prossimo.

Strada facendo (questa volta a piedi) e di strada in quella giornata ne aveva fatta tanta, vede dei singolari operai che piegati e quasi con il muso per terra, tracciano delle linee blu vicino ai marciapiedi e di tanto in tanto alcuni totem blu evidentemente messi da poco: non li aveva visti nei giorni precedenti.

“Ma cosa sono queste strisce blu che state disegnando per terra?” chiede Cambomilla.

“Da oggi, ogni volta che ti fermi e parcheggi, si paga.”

“E quanto si paga?”

“Leggi la tabella vicino al parchimetro.”

Cambomilla legge e si rende conto che i parcheggi-a-vita sono finiti

“Meglio prima”, pensa “prima non si pagava niente, i vigili non ti controllavano nemmeno il disco orario.”

Finiti i servizi da sbrigare, Cambomilla ritorna verso la propria auto, parcheggiata dopo chilometri alla ricerca di un posto libero. E proprio vicino alla sua auto vede un vigile con un foglio in mano e che lo sta mettendo sotto il tergicristallo.

Una multa, a me, e dove ho sbagliato?”

“La multa l’ho fatta perché non hai pagato il ticket per il parcheggio.”

“Il ticket? E che cos’è?”

“Da oggi si paga ogni volta che si parcheggia, non hai visto le strisce blu proprio dove hai parcheggiato? Non hai visto che a venti metri da qui c’è un parchimetro?”

“Strisce blu, parchimetro… vuoi vedere che camminando, camminando con la macchina sono arrivato a parcheggiare… in un altro paese?”

No, hai parcheggiato nel tuo paese, solo che adesso si paga.”

“Il parchimetro? Non l’avevo considerato! Cambomilla si rende conto che la sua auto, e solo la sua, è “circondata” da tre strisce blu, sinceramente poco visibili. “Ma non potevano farle di colore verde-brillante-fosforescente? E va bene, pago questo… parchimetro, e mi togli la multa.”

“Ormai è scritta.”

In quello stesso istante arriva un altro automobilista che vuole parcheggiare ma vede che un vigile sta discutendo con un altro automobilista, e chiede al vigile: “Per caso do oggi si paga?”

“Si, da oggi  si paga.”

 

“E allora l’auto la vado a mettere nel garage”, e l’automobilista appena arrivato, riparte.

 

Cambomilla ascoltando quel breve dialogo, decide di lasciare la macchina lì dove si trova, come protesta, in quel parcheggio… per sempre!

 

La 850 Sport di Camillo supera le intemperie del tempo: la neve dell’inverno, la pioggia della primavera, il sole dell’estate, il vento dell’autunno. Sempre lì.

L’auto alle quattro stagioni di Camillo Cambomilla non si muove, e con lei non si muove nemmeno la multa ormai integrata nel parabrezza dell’auto, sotto al tergicristallo.

 

“La multa non la pago, aspetto che tolgano questa legge del parchimetro e poi chiederò anche i danni”, pensava Camillo.

E infatti la multa non la pagò mai, l’auto la lasciò li fini a quando non tolsero i parchimetri.

 

I parchimetri vennero tolti e il giorno stesso Cambomilla decise di togliere l’auto da quel posto e la mise nel garage.

Davanti al garage lesse un avviso del comune: “La tassa dell’ici o  imu (chiamatela come volete) il comune ha deciso di aumentarla del 200% sui garage. Prego avviare pratica di pagamento.”

Il giorno seguente Cambomilla era ancora nella sua auto alla ricerca di un parcheggio, ma era impossibile trovarne uno libero (più impossibile di prima) perché tutti avevano messo in vendita i garage e tutti avevano lasciato fuori le proprie auto, poichè i parchimetri erano stati tolti.

 

A quel punto Cambomilla decise di cambiare residenza e di vivere in un paese dove non si pagassero tasse né per parcheggiare e nemmeno sui garage.

 

Viaggiò così tanto con la sua 850 sport che la benzina finì e si ritrovò in una valle dove lesse un avviso che diceva: “In questa valle oscura si paga anche la presenza in vita della persona, per non incorrere in provvedimenti disciplinari, prego provvedere al pagamento oppure lasciare libero lo spazio vitale da lei occupato e decidere di conseguenza.”

A quel punto Cambomilla cosa fece?

 

(Ognuno è libero di trarre le conclusioni più consone a questa storia).

 

 

Mario Ciro Ciavarella


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