Giovedì, Maggio 23, 2013
   
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Via Francesca e Via San Michele: le precisazioni di Gabriele Tardio

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Tra pochissimi giorni sarà pronta una vecchia (dello scorso anno) mia ricerca su “la Via dell’Angelo Michele, ovvero la Via Sacra Langobardarum o la Via Francigena” dove cerco di esaminare tutta la problematica inerente i possibili itinerari che i pellegrini facevano per raggiungere la grotta angelica di Monte Sant’Angelo.

Io non voglio mai contestare nessuno, perché la ricerca storica ha bisogno di confronto pacato e serio senza preconcetti o idee precostruite.

La ricerca fatta dal Dipartimento di Scienze Economiche, Matematiche e Statistiche dell’Università di Foggia ha delle piccole o grandi imprecisioni che andavano colmate con un attento studio di confronto con altri ricercatori e studi, e non tiene conto delle esigenze dei pellegrini e dei camminatori ma solo delle esigenze degli operatori turistici e per accontentare alcuni operatori e politici locali. I pellegrini e i camminatori hanno delle esigenze specifiche che non combaciano con le esigenze di alcuni che vogliono fare escursionismo montano. Lo studio di Renzo Infante è utilissimo ma incompleto perché cita solo i pellegrini e camminatori che hanno i ‘soldi’ e potevano permettersi di fare parte del viaggio con carri o a cavalli e solo alcuni tratti a piedi, e non descrive il pellegrinaggio a Monte Sant’Angelo ma principalmente l’imbarco per la Terra Santa. Il pellegrino per la grotta garganica aveva altre esigenze e anche chi inseriva il santuario garganico nel suo itinerario per la Terra Santa (in andata o in ritorno) rarissime volte faceva la via Benevento ma preferiva più fare la litoranea o i tratturi della transumanza. Poi il tracciato della via Francigena ricalca per la zona italiana la via dei Longobardi che poi erano vie romane e che in molti tratti non erano le vie consolari ma erano le varie ‘scorciatoie’ che i pastori, i commercianti e i camminatori facevano.

Io non voglio constare gli studi di nessuno ma come Bertaux alla fine dell’ottocento diceva che i contadini e i pastori non camminavano per strade tortuose ma facevano la strada che loro consideravano più breve. Hanno voluto inventare la via Francigena (che è una aberrazione storica perché la strada dei Francesi non partiva da Canterbury, ma dalla Francia e ricalca un appunto di viaggio dell’arcivescovo che era andato a Roma solo per ricevere il pallio e non era sicuramente l’unica strada che si utilizzava per andare a Roma –Tutte le strade portano a Roma-, la via francesca ha avuto questa dicitura solo per due secoli soppiantata da una più generica via romea) solo per fini di turismo culturale a pagamento e non certamente per fini di pellegrinaggio o di far incontrare le popolazioni. La via di San Michele è sicuramente la via europea più antica nel periodo post-romano e medioevale che ha diffuso il culto di san Michele con tante chiese ad instar (ad imitazione) della grotta garganica in tantissime parti dell’Europa.

Il Cai, l’università di foggia e l’ORP (opera romana pellegrinaggi) vogliono a tutti i costi imporre un unico percorso che inserisca anche Cassino e Benevento escludendo il tracciato della transumanza e il vero tracciato della Francesca (i primi documenti che attestano la via Francesca sono quelli di San Marco in Lamis e di vicino Termoli, solo successivamente si parla anche di Troia e altre parti della Capiutanata)

Ma non voglio fare diatribe storiche voglio solo dire che un pellegrino o un camminatore a piedi per venire da Roma al Gargano faceva sicuramente la via della Transumanza che era percorsa due volte l’anno da milioni di pecore, era battuta, aveva i posti di ristoro e di acqua ma principalmente era molto più breve.

Da Roma a Monte Sant’Angelo passando per Isola di Liri, Rionero Sannitico, Carovilli, Santa Croce di Magliano, Torremaggiore, sono 360 km circa

Da Roma a Celano in Abruzzo ci sono circa  120 km, da Celano ad Apricena sui tratturi circa 180 Km da Apricena a Monte Sant’Angelo 55 Km per un totale di 355 Km;

da Roma a Castel di Sangro ci sono circa  190 Km. da Castel di Sangro a Lucera sui tratturi sono 130  km da Lucera a a Monte Sant’Angelo 80 Km per un totale di 400 Km;

Mentre il percorso che il CAI, l’Università di Foggia, l’ORP  e gli altri enti vogliono proporre è di 511 Km.

Solo perché devono accontentare molti potenti e non ‘favorire’ la zona interna dell’Appennino. I nostri amministratori hanno avvallato l’ipotesi (inserendola anche nel PUG che io ho contestato) perché il percorso sammarchese da Stignano devono salire sulla cima di MastroStefano poi scendere a San Matteo, poi risalire  la cima di Monte Celano nella zona di Coppa dell’Arena  per raggiungere san giovanni rotondo, ma chi sarebbe quel pazzo di pellegrino che per andare a Monte Sant’Angelo farebbe simili scalate? Solo gli amici del CAI e bisogna tenere conto che non ci sono molte strade comunali dirette in quei posti e si dovrebbero attraversare molti terreni privati.

Qui sotto c’è la cartina del MBCA e delle autorità scientifiche per la vie francigene del sud, io ho inserito la linea rossa che sarebbe la via della transumanza che attraversa i vari tratturi in orizzontale ed è di oltre 100 KM meno oltre che attraversare un ampio spazio con notevoli testimonianze storiche, religiose e umane. Ma a chi gestisce i soldi e a chi ha potere non interessa la ‘povera’ gente interessa solo il business.

Ancora un poco e vedrete la ricerca completa.


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