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Truffa da un milione di euro all’Asl di Torremaggiore

Sembra ormai prassi consolidata, ma nonostante il giro di vite su appalti e tangenti diventi sempre più pressante, c'è chi il "vizietto" non lo perde prprio. Accade a Torremaggiore dove con la compiacenza di medici e funzionari, il prezzo per l'acquisto di apparecchiature mediche veniva misteriosamente raddoppiato o perfino triplicata.
L’operazione che ha portato a scoprire una truffa ai danni dell’Asl della cittadina dell’Alto Tavoliere è partita da Bari, ed è stata condotta dai Carabinieri del Nucleo Antisofisticazione, che hanno eseguito dieci decreti di perquisizione nei confronti di cinque medici, due dirigenti dell’Asl, il funzionario di un’azienda che vende apparecchiature mediche e due ditte nazionali (sono state perquisite le sedi baresi delle aziende), che avrebbero fornito all’ospedale di Torremaggiore, alcuni ventilatori polmonari. I militari dei Nas sospettano che gli indagati abbiano organizzato una truffa ai danni del Servizio Sanitario Nazionale, che secondo le prime stime effettuate dagli investigatori si aggirerebbe attorno al milione di euro. Gli inquirenti avrebbero accertato che le persone coinvolte nell’inchiesta avrebbero fatto approvare delle delibere per l’acquisto di materiale sanitario. Al centro delle indagini non vi sarebbero però queste delibere, quanto il prosieguo dell’iter amministrativo. Pare infatti che medici e funzionari coinvolti nell’indagine abbiano duplicato e in alcuni casi addirittura triplicato i provvedimento originari con atti falsi o inesistenti, permettendo alle aziende coinvolte di lucrare guadagni molto più elevati rispetto al valore reale delle apparecchiature fornite.

















