Domenica, Maggio 19, 2013
   
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LetteraTua / L'aedo del Gargano: Matteo Salvatore

Matteo_Salvatore

di Michele De Lullo

Ero al buio, nel mio letto, forse ero sveglio, o magari sognavo. Di colpo venni trasportato in aria, mi libravo, e giravo su me stesso, e intanto salivo. Giunsi in una piazzetta polverosa e deserta; in fondo ad essa v'era un uomo con un grosso fardello sulle spalle; era tutto sporco, affaticato, bruciato dal sole. V'erano però nei suoi occhi come una luce, una speranza, o forse ancora una certezza.

 

LetteraTUA / LEV TOLSTOJ: lettere russe

Tolstoj

di Michele De Lullo

Michele De Lullo: mi è arrivata questa lettera dal vento, in questi giorni russi. Ho sentito battere alla finestra, avantieri al tramonto. Ridiscendere l'ho vista al tocco delle mie ciglia. É per me, mi sono detto. É per me. La dischiusi al buio, tanta beltà v'era in quelle righe. Così, nel chiarore di un'alba mistica, la trasmetto a voi.

   

Woody Allen e la commedia umana

WoodyAllendi Michele De Lullo

“Oh sì, il genere umano? Hanno dovuto installare toilettes automatiche nei bagni pubblici, perché non c'era da fidarsi che la gente tirasse la catena...”

Tutto sembra calmo, il soggiorno risplende di arredi luccicanti, all'improvviso irrompe sulla scena un pazzo scalmanato, urlando a piena voce, con le mani nei capelli, occhi strabuzzati, e cosa dice? “Il vuoto! il vuoto!”.

   

LetteraTUA / Vivi e redenti: una storia di Fabrizio De Andrè

de_andrdi Michele De Lullo

Ci troviamo in una sorta di limbo, non sappiamo bene cosa sia effettivamente questo posto. S'intravede un chiarore, tutt'intorno a noi, ma di cherubini o cupidi, neanche l'ombra. Eppure siamo in pace. Siamo tutti sospesi, otto anime salve, otto universi dell'incomprensione. Il nostro sembra essere un cerchio, e ci guardiamo, e ci ammiriamo.

   

LetteraTUA / Charles Baudelaire

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Era la metà di agosto, ma già si iniziava ad intuire un certo sapore autunnale. Passeggiavo sul selciato di un famoso cimitero parigino, le foglie cadenti facevano da tappeto e sfondo al mio camminare irrequieto. La vidi, un piccolo marmo consunto, quasi anonimo, era la tomba di Charles Baudelaire. E mi risovvenne presto, seduto nei pressi della di lui tomba, cosa sarebbe potuta essere la Parigi di allora.

   

LetteraTUA / Charles Bukowski

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Mi ritrovo così a bivaccare inerme, su un divano sdrucito, a rimuginare sogni infranti, speranze chimeriche, a maledire quei vermi imbellettati che intascano milioni e che se potessero, ci sputerebbero in faccia di persona, non tramite uno schermo televisivo.Nell'aria sento odore di stantio, una puzza di piscio insopportabile, e uno svolazzare di mosche continuo; a terra mozziconi di sigarette mal spente, bicchieri rotti, insozzati di whiskey rappreso, e un ininterrotto rumorio di macchine, all'esterno.

   

LetteraTUA / CALVINO e il segreto della leggerezza

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La melanconia è la tristezza divenuta leggera”. La leggerezza, quel librarsi sempre ancora un po’ dalle cose che più ci pesano, quel volgere lo sguardo al prato azzurro e sentirsi spingere più su, sempre più su, come con l’altalena, quando proviamo una sorta d’estasi infantile a raggiungere il ramo più alto. Calvino è per me il cantore della leggerezza, del posarsi in punta di piedi sulle spine della vita.

   

LetteraTUA / Battiato: Invito al Viaggio

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Antichi sapori di Sicilia mi attraversano il corpo, lo avvampano, lo accarezzano, lo scuotono; sono i suoni della Sicilia orientale, della sua lava, del suo scirocco. È Battiato che regge i fili dei fantocci che siamo, citando Baudelaire, è lui qui, ora, ad ammaliarci.

   

LetteraTUA / VLADIMIR MAJAKOVSKIJ: A PIENA VOCE

MajakovskijEsiste forse il caso? Sarebbe questo allora il motivo scatenante del nostro articolo, il fil rouge che lega me e un poeta così dissonante come Vladimir Majakovskij. Ho preso come pretesto una serie di concerti che un estimatore del poeta, tale Pierpaolo Capovilla, ha tenuto in giro per l’Italia.

   

LetteraTUA / Luigi Tenco: Un’anima in disuso

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Luigi Tenco. Che artista eccezionale! Con quanta facilità e quanto sforzo nello stesso tempo è riuscito a regalarci ogni sfumatura possibile della nostra coscienza, della necessità di origliare noi stessi e di perseguire quel sentimento tanto comune a noi che è l’amore amato, azzannato, voluto e forse mai avuto. Quanta paura ha accompagnato la sua breve carriera, quanti litigi, quanto abbandono; non credevo che in Italia potesse esser vissuto forse l’uomo che avrei sempre voluto essere. Era un tipo accigliato, senza stima di sé, tenebroso nel suo portamento.

   

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