Giovedì, Maggio 24, 2012
   
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LetteraTUA / Tiziano Terzani: la fine è il mio inizio

Tiziano-Terzani“Ciò che è fuori è anche dentro; e ciò che non è dentro non è da nessuna parte”.Tiziano Terzani (1938-2004)

Come riuscire a condensare in poche righe un insegnamento che mi varrà per tutta la vita? Quando ripenso a Tiziano Terzani, ogni cosa di questo attuale mondo mi sembra più che mai estranea. Come non riuscire a cogliere lo spreco che facciamo delle nostre vite? Oggigiorno è molto raro trovare una persona con cui poter dialogare della nostra anima, del nostro essere uomini, di questo paradiso che è la nostra vita terrena.

Nessuno di noi ha più tempo da sprecare, tutti ingabbiati nelle nostre macerie quotidiane, abitudinarie, e sembra che non ci sia spazio per riflessioni silenziose con noi stessi.

Noi uomini però, siamo molto più che semplici macchine da lavoro: ogni vita, la mia e quella di un altro, è parte di un tutto dalle mille forme che è la vita. Ci siamo mai resi conto di quanto questo dovrebbe farci sentire grati al di là di ogni altro dono che ci possa essere fatto? e invece vivere è diventato per noi una pretesa, una cosa risaputa, un’ovvietà che ci spetta.

Tiziano Terzani ha spostato la prospettiva della mia visione della vita; il suo pensiero ha assorbito la lezione orientale, ma in più possiede un sostrato tipicamente occidentale. L’essere stato testimone di molte guerre deve avergli aperto delle ferite tribali, connaturate all’uomo, e deve avergli permesso di incominciare un nuovo percorso.

Nei suoi occhi così pacificati ho sempre intravisto però un velo di tristezza, di rassegnazione per un’occasione che stiamo sprecando, quella cioè del rispetto, della tolleranza e dell’amore. Al suo cospetto veniamo invasi da una calma rasserenante, anche perché le sue, sono le sembianze di un babbo natale per tutti i giorni: folta barba bianca, guance paffute e occhi pieni di dolcezza. E poi una saggezza così serena, così pacifica, così gioiosa non l’avevo mai percepita.

Terzani morì dopo i sessant’anni, nel 2004. Laureatosi in Giurisprudenza, aveva trovato lavoro alla Olivetti come corrispondente estero dell’azienda. Dopo qualche tempo, si ritrovò a fare il corrispondente in Asia dove, nell’arco di trent’anni, si è reso testimone di molte guerre, tra cui quella del Vietnam; questa esperienza tracciò un solco nella mente di Terzani. La svolta la si ebbe in quegli anni, quando maturò una concezione dell’uomo intesa come scambio di vite, di esperienze, di culture.

Di questi tempi, dove il rimmel e il rossetto valgono più dell’onestà con se stessi, ci farebbe comodo sapere di avere uomini come lui che, nella loro piccola bolla di saggezza, rappresentano un’ancora, uno scoglio,  un banchetto di virtù a cui tutti siamo invitati.

Fa male scoprire che i suoi testi e i suoi insegnamenti siano in Italia poco valorizzati; perciò voglio recarvi un invito a conoscere la purezza del suo messaggio, la lungimiranza del suo pensiero, e forse guarderete la vita con altri occhi, e comincerete a cavalcare oceani  di speranza.

Non voglio sembrare paternalistico o edulcorare l’asprezza del nostro esistere, dico solo che per me è fondamentale cercare di ascoltare l’altro da me, trovare una via comune, perderci e ritrovarci un giorno … già, un giorno …

“Ho preso un’altra strada, voglio vedere cosa c’è sui sentieri, ho lasciato l’autostrada, non m’interessano più gli autogrill e camminare a duecento all’ora! Voglio andare più piano, e su altre strade …”

Consigliamo: La fine è il mio inizio, Longanesi ed., 2006.

Un altro giro di giostra, Longanesi ed., 2004.