Mercoledì, Febbraio 08, 2012
   
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Da un rocker canadese di origine friulana un omaggio al nostro Matteo Salvatore

Calliari

Si tratta della “Storia dei due fannulloni” aspra invettiva antidittatoriale del 1966, tratta dal “lamento dei mendicanti” di Matteo Salvatore, ripresa nel Best di Marco Calliari.

MARCO CALLIARI - Casa Nostra/Metamusic

Aspettando con curiosità il nuovo disco di Marco Calliari che dovrebbe uscire entro l’anno e non potendo parlare del favoloso doppio DVD dal vivo Al dente ormai datato, non ci resta che accennare, consigliandolo vivamente, a questo CD riassuntivo dei due dischi italiani Che la vita e Mia dolce vita già pubblicati.

Da dire subito che Calliari e’ figlio di emigrati italiani in Canada e che ostenta in ogni traccia la sua italianità a tutto tondo o meglio latinità, soprattutto per rinnovare i legami con le sue radici alla ricerca di una identificazione culturale indispensabile per tutti oggidì. Identificazione che sente soprattutto nella canzone tradizionale, quella melodica e quella popolare italiana e lo fa con una voce potente e con una pronuncia curiosa e simpatica che non puo’ non ricordare quella di Paul Anka e Neil Sedaka e, perchenò, anche quella di Connie Francis. Ed ecco in questo best/non best che ritroviamo, oltre a sue canzoni solide e trascinanti, alla Gogol Bordello potremmo dire, piene di ritmo, jazz e trasporto “latino”, anche quelle versioni di brani noti italici che gli hanno dato già una certa fama e che sembrano costruiti proprio per lui. Prima di tutto da segnalare L’americano di Carosone (Tu vuo’ fa’ l’americano), poi, finalmente in una versione digeribile, L’Italiano di Cutugno e per la canzone popolare, una trascinante versione di Bella ciao e , soprattutto, la riscoperta di un grande brano “politico” e graffiante del grande Matteo Salvatore, I due fannulloni ( La storia dei due fannulloni) canzone che uscì, per la prima volta se non sbaglio, su Il lamento dei mendicanti dei mai dimenticati Dischi del Sole, nel lontano 1966.

Nicola M. Spagnoli
Da RARO! Luglio/agosto 2010

 

 

Calliari