Music'Arte
Alle origini del metallo pesante

Non vi sono né una data né un disco che possano definirsi l’atto di inizio dell’hard rock o metal ; neppure è possibile diradare ombre intorno ad un campo dai contorni per natura molto fuggevoli oppure stabilire con assoluta certezza un nome o un gruppo che possano essere identificati come i prodromi del metallo pesante. Ma in fondo cos’è l’hard rock ...
in un genere come il rock dove il suono pesante e rumoroso, almeno a partire dalla fine dei 60, ( Il Michigan dei MC5 o dei Grand Funk Railroad e prima ancora dei Blue Cheer et similia solo per citare gli USA ) spesso è stato colonna portante nel bene e nel male del suono del rock ? Manca un riscontro ideologico e fondante per fissare un genere ma gli ingredienti per definirlo ci sono tutti : amplificazioni rumorose, linguaggio diretto, poi i simboli e i riti, indispensabili, per fornire il corredo ad un tipo di musica che, a partire dalla metà dei 70, - quando l’hard rock assume definitivamente una valenza storica precisa ( Heavy Metal ) con tutto il corollario dei sottogeneri che vi corrono intorno – infine il successo e il riconoscimento da parte della critica musicale nei confronti di un genere sino a quel momento sostanzialmente snobbato.
Non possiamo dunque dire quale sia stato il primo vagito metal. Rispetto alla nascita del rock per esempio dove è possibile stabilire una linea di partenza ( le prime prove di Elvis Presley nel 1954 negli studi della Sun di Memphis oppure un Bill Haley che fa brillare sui manifesti il chiassoso nome rock ‘n roll ) riguardo al metal possiamo azzardare a citare, a posteriori, solo qualche titolo che sfugge alla logica del rock allineato e coperto dietro gli scudi della scena dominante, ma possiamo essere allo stesso modo smentiti in qualsiasi momento. Tuttavia credo che Some Velvet Morning dei Vanilla Fudge, col suono grezzo e pesante, e Heavy ( album del 1968 ) degli Iron Butterfly, e , soprattutto il brano epocale In A Gadda Da Vida, nel successivo album eponimo, evidente storpiatura di natura lisergica, siano stati il primo tentativo evidente di considerare, da parte di quei gruppi, un tipo di approccio musicale effettivamente fuori dal mucchio.
A ciò possiamo aggiungere una sempreviva Born to be wild dei canadesi Steppenwolf ( anche questo dell’anno 1968 ) alla conta dei brani che possono essere presi in prestito per definire un inizio credibile di metallo nascente oppure in ultima analisi elevare You Got Really dei Kinks, sull’altra sponda dell’Atlantico, col suo micidiale riff di chitarra come urlo primordiale dell’hard rock. Soprattutto in considerazione del fatto che l’hard rock ha origini provate nelle pieghe del beat inglese, almeno di quello non evoluto verso la psichedelica. Certamente ha una origine blues, peraltro dichiarata un po’ da tutti i protagonisti.
I primi segni inequivocabili dell’hard rock quindi bisogna cercarli in Inghilterra più esattamente nella città di Birmingham, luogo di nascita dei Black Sabbath, sicuramente il primo gruppo ad avere avuto nei confronti del rock un approccio differente rispetto ad altri, affrontando da subito trame costruite su impianti oscuri e dotate di un suono possente ed immediato. Un suono potente non solo dovuto all’innalzamento del volume degli amplificatori ( come era avvenuto in Usa per esempio per i Grand Funk Railroad ), ma espressione di una volontà precisa di trovare nuovi equilibri musicali all’interno del rock. L’ introduzione di temi apocalittici, visionari, estremi, uniti a testi che parlano di morte, di violenza, di esoterismo e di magia accrescono i segni distintivi e imprescindibili di un genere nuovo, che verranno adottati come corredo dalla nascente scena Metal, che con gli anni assumerà una sempre maggiore caratterizzazione ed esasperazione dei propri simboli entro i quali limiti la scena Heavy Metal vivrà la sua stagione più proficua ed importante. Anzi dagli anni ottanta in su con la nascita del Thrash e del Doom, ( il Thrash Metal possiede un suono estremo ed esasperato mentre il Doom Metal ha invece un suono lento e cupo derivante dalla lezione dei Black Sabbath del primo album ) trasformerà ulteriormente il genere sino a raggiungere suoni estremi contaminati dal punk e dall’hardcore. I temi cambiano ma restano sempre tutti legati all’attualità facendo presa su fobie e ancestrali paure dell’umanità dando luogo a manifestazioni spettacolari di grande suggestione sia tra i solchi degli album che durante i concerti, dove spesso avviene, in quei momenti più che negli altri, la sublimazione totale tra musica e spettacolo, tra musicisti e spettatori, entrambi calati nell’orgia finale di una simbiosi infernale che non lascia scampo alcuno.
La morte industriale, la distruzione nucleare, il ricorso ripetitivo, crudo e ricorrente, infarcito di elementi esoterici come l’occultismo, i riti magici, demoni & streghe, sono i temi che i gruppi metal ( black metal come i Venom e Celtic Frost riguardo l’aspetto esoterico ) oppure gli Slayer o i Carcass, per citare due estremità fondanti, il thrash e l’industrial, adottano ed elevano muri di suono primitivo e selvaggio che non lasciano spazio alcuno alla melodia anzi sembra che la preoccupazione principale sia la demolizione totale di quanto di convenzionale sia stato costruito sin li dall’evoluzione della musica rock. Un suono nichilista, strano a credersi, che ha avuto origine dalle prime note espresse dai Black Sabbath, evolutosi nel tempo sino a toccare vertici mai raggiunti dalla immaginazione umana.
Un suono duro, un muro impenetrabile e ossessivo di chitarre distorte formano la base dove una voce d’oltretomba, gutturale e inquietante recita i suoi sermoni apocalittici, davanti ad una platea in delirio. Il rito si celebra dappertutto : rispetto ad altri generi musicali, il metallo non ha una nazione dominante rispetto ad altre. I migliori gruppi degli 80 / 90 hanno avuto origine soprattutto nei paesi scandinavi, ma anche in nazioni insospettabili come la Svizzera e il Brasile, in Germania come nel resto dell’Europa, compresa l’Italia, oltre all’Inghilterra naturalmente e agli Usa. Inutile citarli, chi ama questo genere li conosce a menadito per gli altri bastano questi nomi : Venom, Motorhead, Iron Maiden, Blind Guardian, Slayer, Sepultura, Celtic Frost, Carcass, oltre ai gruppi a noi più vicini come i Cathedral, Saint Vitus e Monster Magnet vicinissimi allo stile dei Black Sabbath che con i Kyuss ( l’apologia del suono del deserto ) formano i primi germogli dello Stoner, un altro genere che avrà una sua piccola storia negli anni a venire.
I BLACK SABBATH E LE ORIGINI DEL METAL
I Black Sabbath, diventati improvvisamente famosi in tutto il mondo nel 1970 con Paranoid, incredibile brano che cambia i progetti del gruppo e la visione del mondo del rock, vengono indicati come i progenitori dell’hard rock classico e la maggior fonte di ispirazione di tutto il genere Metal dagli anni ottanta a tutt’oggi. Il loro primo eponimo disco pubblicato nel 1970 dalla Vertigo, una sussidiaria della Polygram, nata per scandagliare i fondali dell’underground inglese, molto fertile in quel periodo, registrato in soli due giorni, nonostante possieda già al proprio interno i segni inequivocabili di una svolta sin dalla copertina che raffigura la presenza di una immagine femminile inquietante al centro di un quadro dai toni surreali, dovrà attendere l’esplosione planetaria del successo del singolo Paranoid, programmato per l’album successivo, per avere i primi riconoscimenti della critica musicale, sino a quel momento impegnata a guardare altrove.
L’album apre con rintocchi di campane a morto e il rumore della pioggia battente, segni distintivi di una presenza infernale che sarà il leif motiv dell’intero lavoro, dominato dai suoni metallici e allucinati prodotti dalla Gibson SG, modificata, di Tony Iommi che assecondano la voce di Ozzy Osbourne, il satanico vocalist, dalla voce sgraziata, piegata dalle tante sfumature dei suoni, drammatici ed eretici, evocativi e potenti, dei brani che si succedono con la forza di un uragano devastante. La line up è completata da Geezer Butler al basso e Bill Ward alle percussioni, una formidabile e potente macchina ritmica.
Il successo di Paranoid cambia la strategia della Vertigo/Polygram . Il secondo album, programmato con diverso titolo ( War Pig, incentrato sulla denuncia della guerra ) e quindi con copertina appropriata ( un guerriero sfocato con tanto di scimitarra ) viene all’ultimo momento sostituito con Paranoid, trascinando il lavoro ai vertici del successo planetario. Da quel momento il gruppo godrà di una celebrità e di un rispetto in ambito rock di proporzioni gigantesche, dovuti ai gruppi seminali, trascinando con sé l’interesse della critica verso la scena hard rock. Sono stati due i protagonisti del gruppo : Tony Iommi, il celebre chitarrista, di origine italiana, nativo di Birmingham, figura celebre di chitarrista dotato di inventiva e classe ; e Ozzy Osbourne il lunatico cantante e personaggio discusso che darà corpo al suono della band, entrambi protagonisti dell’immagine dark dei Black Sabbath e considerati i precursori del metallo pesante.
I primi due album citati sono l’abc del metallo e due dei capolavori riconosciuti della storia del rock, conosciutissimi dal popolo del metallo pesante in ogni loro sfaccettatura e in ogni parte del mondo, mentre i restanti due, Masters of Reality e Volume 4, praticamente scritti sulle stesse coordinate dei precedenti se si esclude qualche pausa progressive, chiudono, a mio avviso, la parte propulsiva della storia del gruppo.
I dischi dei Black Sabbath sono oggetto di ristampa continua pressoché ininterrotta dagli inizi degli anni 70 con la Vertigo, le versioni originali col tipico marchio a spirale, e la successiva ristampa europea edita dalla NEMS sino all’avvento del compact disc. Sul dischetto i primi titoli sono stati acquisiti dalla Castle / Essential inglese che nel corso degli anni li ha migliorati ripulendo i suoni di fondo e accrescendo le varie edizione con emissione di inediti.
Tuttavia a mio parere la riedizione migliore finora pubblicata resta la ristampa completa emessa dalla Rhino Records nel 2004, una etichetta americana specializzata, un cofanetto dal titolo BLACK BOX, che contiene ben 8 titoli del gruppo, rimasterizzati e ben curati, cha vanno dal primo album sino a Never Say Die, un po’ troppi in verità ma che danno la misura del valore della band.
In ultimo l’anno scorso sono stati pubblicati da parte della Universal i primi tre titoli della band in versione doppia, raschiando il fondo del barile e portando in superficie brani remixati, diversi,testi differenti e inediti di studio e dal vivo. Addirittura l’album Paranoid è una DeLuxe Version, elegante quanto si vuole, che però supera tutte per fantasia. Contiene infatti tre cd tutti con la scaletta originale dei brani, da War Pigs a Fairies Wear Boots, in versione originale, quadrophonica e come bonus tracks. Solo per amatori incalliti.
LUIGI CIAVARELLA



















