Mercoledì, Febbraio 08, 2012
   
TEXT_SIZE

Cover Art: Ti conosco mascherina (Mina 1990)

TiConoscoMascherina3Premettiamo che non è la copertina più incisiva di un disco di Mina (la celebratissima Attila- Nosferatu del ’79 o il disegno “boteriano” di Caterpillar del ’91 sono molto più belle). Certo dagli anni ’70 (la prima copertina schocking, la famosa scimmietta è del ’71) c’è sempre stata attesa per i prodotti dell’Artista, crescente però solo per la sorpresa grafica, quasi sempre attribuibile al genio dissacratore di Mauro Balletti, mentre è stata sempre più rassegnata per il contenuto che raramente ha avuto dei guizzi di genio come nel ’77 con Mina con bignè o con Mina quasi Jannacci e nel ’97 con Cremona e Napoli.

Questo titolo, Ti conosco mascherina è innanzitutto una citazione della celebre commedia di Eduardo (tratta da un soggetto di Scarpetta) del 1943 e una citazione tutta “picassiana” sono le varie immagini (ben cinque) che compaiono numerose sulla copertina apribile del doppio album che anche la versione cd, encomiabilmente, ha fedelmente adottato. Non sono copie letterali di quadri di Picasso, non quindi d’après puri e semplici, ma curiosi e fini assemblaggi di pezzi di opere come la doppia faccia di un ritratto del ’32 che mischiato alla tappezzeria del fondo da “the dream”, con le sembianze di Mina, diventa l’originale front-cover dell’album. La celebre Marie Therese di Picasso, del ’37, con in più l’originale cappellino aggiornato, si presta alla composizione interna, anche per lo sfondo, a tutta pagina, mentre ancora un quadro figurativo del ’19, brocca con quattro mele (pichet avec pommes) diventa una nuova composizione, stavolta però con tre pere. Anche il retro - copertina è “picassiano” ma originale, essendo un’autoironia della cover fotografica di Plurale Mina. Triangolare composizione grafica a due colori il disegno della busta interna che sembra precorrere, con in più l’elefantino, il recentissimo Bula Bula. Le invenzioni delle copertine di Mina non sono però sempre originalissime, apparendo dovuta ed obbligatoria la copertina dedicata a Mina canta i Beatles del ’93 che si rifà a quella mitica di Revolver ma inspiegabile e misterioso il rifacimento tout-curt di quella di DNA dei Jumbo (il Clown) per il quasi coevo Del mio meglio n.2 del ’73. Sul contenuto del disco sarebbe meglio sorvolare, essendoci degli alti e bassi notevoli, con cover superflue come nel caso della Billy Jean “jacksoniana”, di Fortissimo della Rita nazionale o dell’improbabile sfottò, almeno sembra, a Mal dei Primitives con Yeeeeh. Mina si trova certamente più a suo agio con, ad esempio, la Malafemmena di Totò e specialmente con il classico dei classici, The Man I Love di George Gershwin, ma anche, naturalmente, con la bossa di Chico Buarque De Hollanda, o con i due pezzi sof t-antirazzisti, Zio Tom e Sono stanco.

da Raro

134_L0_I1_ticonoscomascherina

TiConoscoMascherina3