Giovedì, Maggio 24, 2012
   
TEXT_SIZE

Janis Joplin moriva 40 anni fa

Janis_Joplin_-_In_Concert_-_Front_1-2

Il 4 ottobre 1970 in una stanza dell’hotel Landmark di Hollywood ( California, Usa ) veniva scoperto il corpo senza vita di Janis Joplin, in quel momento la più grande interprete blues bianca. Una dose letale di eroina l’aveva stroncata ponendo fine alla sua vita scellerata, bruciata tra droga, alcool ed eccessi vari, segnata sin dagli inizi da quando a 20 anni scappò via dal Texas per approdare in California, terra promessa per le nuove generazioni che guardavano a quella regione di confine come laboratorio in termini di ricerca interiore e libertà musicale ma anche trappola mortale per chi come lei aveva fatto degli eccessi una ragione e uno stile di vita.

Morì a poche settimana di distanza da Jimi Hendrix, nel momento in cui il mondo del rock stava ancora piangendo la sua icona più celebre e non avrebbe immaginato di perdere in cosi breve distanza ancora una figura di prima grandezza del blues, la seconda “J” come è stato scritto per anni aggiungendo a questa storia una sorte di maledizione ( qualcuno ha scritto pilotata ) che avrebbe colpito gli artisti rock più esposti agli eccessi e diventati icone generazionali. Infatti l’anno successivo con la morte, quella si misteriosa, di Jim Morrison, la terza “J”, si sarebbe chiuso un ciclo immaginario, un cerchio intorno alle figure di tre artisti che hanno rappresentato le punte più avanzate dell’evoluzione del rock, alimentando leggende metropolitane non ancora sopite.

Rispetto a Jimi Hendrix e Jim Morrison, la figura di Janis Joplin non è finita stampata sulle magliette, come qualcuno ha scritto, ma ha senz’altro alimentato un interesse costante nel tempo per coloro che hanno amato il blues nelle sue espressioni più viscerali e l’inimitabile, straziante e spettacolare voce dell’artista.

Ha iniziato nel 1965 come voce solista del gruppo Big Brother and the Holding Co ma il successo arrivò nel 1968 con Cheap Thrills, in cui vi era con una versione sofferta di Summertime di Gershwin, album ritenuto uno dei più influenti in quel momento.

Dopo Cheap Thrills, Janis Joplin lasciò il gruppo e incise da solista il secondo album, I Got Dem Ol’ Kozmic Blues Again Mama ( 1969 ) un album di transizione, ancora più selvaggio ed abrasivo del precedente, sino all’album definitivo, il suo capolavoro assoluto, Pearl, che Janis non vedrà mai perché la morte sopraggiungerà prima che l’album fosse pubblicato.

Pearl si rivelò un successo planetario com’era prevedibile ed ancora oggi rappresenta il titolo più importante della sua breve discografia.

Nell’ultima ristampa del 2005 ( Legacy Edition della Columbia/Sony ) è allegato un secondo cd contenente un micidiale live tratto da un concerto canadese del 1970.

 

 

Janis_Joplin_-_Cheap_Thrills_-_Front

Janis_Joplin_-_In_Concert_-_Front_1-2

Janis_Joplin_-_I_Got_Dem_Ol_Kozmic_Blues_Again_Mama_-_Front

Janis_Joplin_-_Pearl_-_Front

Janis_Joplin_-_Pearl_Legacy_Edition_-_Front