Music'Arte
Captain Beefheart, il terrorista del rock !

Il vecchio e ruvido cuore di bue del capitano ha ceduto, la sclerosi multipla della quale era affetto, ha avuto il sopravvento. E’ andato via a 69 anni nella sua casa in California il 17 dicembre scorso, dopo una esistenza vissuta nel segno del rock e dell’arte, quest’ultima diventata principale attività dalla metà degli anni ottanta dopo la comparsa della malattia. Captain Beefheart il cui vero nome era Don Van Vliet, di chiare origini olandesi, era nato in California nel 1941.
Durante l’adolescenza aveva incontrato Frank Zappa, a quei tempi impegnato a scrivere partiture musicali impossibili e sceneggiature per film che non avrebbe mai realizzato, che lo invitò ad abbandonare l’arte per dedicarsi alla musica rock ( nacque proprio in quel periodo il soprannome “ cuore di bue ” le cui origini non vennero mai rivelate dai due artisti. )
Entrò nella Magic Band, sorta di combriccola dedita al terrorismo musicale, seppure dotata di talenti straordinari della scena rock californiana, nel cui gruppo il capitano trovò terreno fertile per le proprie idee musicali.
Idee musicali le cui origini partivano dal blues, ma che si confrontavano con l’estro terroristico del capitano, impegnato a demolire ogni sorta di melodia, applicando rumore e caos nelle varie partiture musicali in modo da sconvolgere letteralmente ogni forma convenzionale di suono rock sino a quel momento conosciuto. A ciò si aggiunga su tutto la sua voce sgraziata e stridente. ( ascoltare per credere il brano “ Willie The Pimp “ nell’album di Frank Zappa Hot Rats, del 1969 ! ).
Questo non gli ha consentito un rapporto regolare con l’industria discografica. I suoi due primi dischi, Safe As Milk e Strictly Personal, pubblicati dalla Buddah e dalla Blue Thumb Records rispettivamente nel 1967 e 1968, a mio avviso due grandi album, vennero pesantemente rimaneggiati dai discografici perché attraversati da suoni atipici e distorsioni inqualificabili privi di senso e senza alcuna melodia.
Quando l’anno dopo approdò inevitabilmente all’etichetta personale di Frank Zappa, Captain Beefheart pubblica quello che per alcuni è il capolavoro assoluto della musica rock, Trout Mask Replica, ( Straight Records, 1969 ), doppio album registrato in uno studio di terz’ordine di Los Angeles in sole 8 ore e da un manipolo di gente strana che certamente con la musica ha un rapporto molto conflittuale.
Il “ doppio album più importante dell’intera storia della musica rock “ secondo il giudizio di Piero Scaruffi, una autorità in questo campo, consta di 28 brani e quantunque sia in bella vista nella mia discoteca da un trentennio non sono mai riuscito a superarne l’ascolto per intero per cui non posso dare un giudizio personale. Il capolavoro di Captain Beefheart è un concentrato di terrorismo musicale allo stato primordiale, suoni indipendenti da qualsiasi logica si muovono in uno stato di anarchia assoluta, surreale, percorso da terremoti sperimentali in successione. Sono presenti radici blues, quasi irriconoscibili, rilevabili in tanti rivoli ( forse geniali ) costruiti su suoni stridenti e metallici, che scoraggiano l’approccio a qualsiasi persona di buon senso che aneli avvicinarsi a quel mistero.
Tuttavia col tempo e soprattutto con l’avvento del cd ( più comodo in questi tipi di approccio ! ) mi ha permesso finalmente la fatica di un ascolto completo del disco senza tuttavia mai convincermi del tutto dello spessore artistico che molti critici attribuiscono dell’opera. Il disco è prodotto da Frank Zappa.
Dopo quel disco Captain Beefheart ha pubblicato opere più accessibili in America e in Europa per tutti gli anni settanta, raggiunto anche dal successo, però senza mai tradire quello spirito indipendente che ha sempre caratterizzato la sua vita di musicista rock.
Una curiosità. Dai resti della Magic Band nel 1974 si formarono in Europa i Mallard, un gruppo dalle potenzialità musicali enormi e responsabili di due album di assoluto valore, Mallard e in A Different Climate, pubblicati rispettivamente nel 1975 e 1977 dalla Virgin Records di Londra. Come dire un suono tipico americano sul livello dei Little Feat trapiantato sulle sponte del Tamigi.


















