Music'Arte
A San Valentino la voce di Peter Nardella
Nel giorno di San Valentino, degli innamoramenti e delle passioni, nel giorno dei sentimenti, dell’amore prevertiano, dei baci perugina e della bellezza dell’amore, desidero dedicare a tutti quelli che si amano un adorabile brano molto conosciuto soprattutto a quelli della generazione cresciuta nei settanta: l’immortale Feelings nell’interpretazione di Peter Nardella. Il brano è tratto dalla raccolta di successi In memory pubblicato dalla famiglia del cantante all’indomani della sua scomparsa avvenuta ad Akron, Ohio (Usa) nel 2001.
Chi sia stato Peter Nardella e cosa abbia rappresentato per il nostro paese, di cui la famiglia era originaria, è stato già scritto. Qui mi limito a ricordare che è stato per noi, che amiamo la musica, per certi versi quello che è stato, e lo è tuttora per i letterati, Joseph Tusiani. Peter Nardella ( Akron 1926 – 2001 ) è stato un cantante puro, romantico e fiero rappresentante della tradizione musicale dell’America, quel mix di jazz e country ( ma anche dell’italianità ) che ha segnato in profondità la storia musicale di quella grande nazione poi in parte, soprattutto nelle sue varianti più contaminate dal rock, confluita nel grande fiume della musica universale.
Il brano, notoriamente scritto ed interpretato da Albert Morris nel 1975, in seguito eseguita in una versione da brividi dalla grande Nina Simone ( ma molti ricorderanno la voluttuosa e romantica versione offerta da Richard Claydeman ) è un brano generazione, immortale, di quelli che lasciano un segno indelebile nella storia della musica pop e del costume.
L’interpretazione di Peter Nardella è superba, accattivante e romantica come si conviene in queste casi. Direi persino emozionante per quel sottile pathos sincero che sprigiona da ogni nota e credo che tutti, innamorati e non, ne apprezzeranno il valore e la bellezza.
La vita artistica di Peter Nardella è tutta collegata all’attività musicale del gruppo di Akron, Phil Palumbo and the Pals, di cui Peter era la voce solista.
Il gruppo molto famoso nell’Ohio ( erano tutti italo-americani ) si spinse sino alle platee di Las vegas in un periodo in cui la musica degli italo-americani era molto richiesta ( si pensi a Frank Sinatra, Dean Martin, ecc… ) nei locali alla moda dell’America di quegli anni formidabili.


















