Music'Arte
Music'arte / Francesco De Gregori

Compie oggi 60 anni il cantautore Francesco De Gregori.
Stretto tra Fabrizio De André e Francesco Guccini, il cantautore romano ha saputo ritagliarsi uno spazio vitale all’interno della storia della canzone d’autore italiana con una scrittura forse troppo ermetica ma efficace per raccontare storie di vita popolare che lo resero famoso in Italia attraverso la pubblicazione di brani e album dal carattere molto personale.
La sua carriera di musicista è iniziata a Roma, la città in cui è nato nel 1951, nei locali del folk studio, fucina di artisti all’epoca molto attiva ( si pensi anche ai nomi di Venditti, Cocciante, Locasciulli, ecc… che proprio in quegli ambienti iniziarono le loro prime esperienze ) per approdare alla prima pubblicazione divisa insieme ad Antonello Venditti, Theorious Campus ( IT Rec. 1972 ) che portò benefici a Venditti col brano Roma Capoccia.
Francesco de Gregori si accasò alla RCA e pubblicò nel 1973 il suo primo album Alice, personale contributo alla scena folk romana e primo tentativo di dare una spallata al vecchio e ingombrante corredo della canzone italiana.
Alice presenta un tipo di canzone d’autore dal carattere leggiadro,intimistico, seguito l’anno successivo dall’album omonimo che contiene pagine molto personali ed evocative come Niente da capire e Cercando un altro Egitto per approdare infine con Rimmel ( 1975 ) verso una scrittura definitiva, poetica, certamente l’album più popolare del primo periodo del cantautore romano che contiene tra gli altri brani come Rimmel, Pablo e Storie di ieri dedicata a Fabrizio De André. L’album otterrà un grande successo popolare e servirà da traino alla canzone d’autore per ottenere la giusta attenzione da parte della critica.
Il disco contiene i classici di De Gregori ma anche i primi segni di una scrittura più plasmata sulle onde lunghe dello show business seppure infarcita di ermetismo e di un brano, Storie di ieri, che parla di fascismo. Ciò gli attirerà le proteste delle frange più oltranziste e militante della canzone d’autore, accuse di tradimento gli procureranno pause di riflessioni che sfoceranno, nel 1977 durante un concerto milanese, in vera e propria contestazione aperta da parte di gruppi legati alla politica militante.
Il Francesco De Gregori della ricerca si chiude con l’album Bufalo Bill ( 1976 ) che segna il vertice della sua produzione di canzoni d’alto profilo, musicalmente dotato di una scrittura poetica che richiama il miglior Bob Dylan ma anche l’italiano Francesco Guccini di Via Paolo Fabbri.
Una stagione indimenticabile per la canzone d’autore.
Dopo questo album che segna un ideale confine tra due diversi modi di interpretare i segni della canzone italiana, la dura contestazione e la pausa di riflessione, Francesco De Gregori ritornerà in scena con una produzione regolare scandita da dischi e brani memorabili ( Titanic, i brani Viva l’Italia, Generale, La donna cannone, ecc… ) grandi hit baciati dal successo che fanno parte tutti della storia della canzone italiana.
Auguri Francesco.

















