Music'Arte
Music'Arte / PROFONDO ROSSO degli ASSALTI FRONTALI

Dajeforte/Venus
Ritorna un gruppo che ha fatto la storia del rap italiano, che nonostante tutti gli altri si siano imborghesiti anzichenò, è rimasto crudo e sanguigno, alternativo e militante. Un gruppo che inoltre riesce anche ad aggiornarsi musicalmente ed a stare al passo con le contraddizioni del nostro tempo, per quanto riguarda i testi.
Ritorna il lupo, ma non quello timido della copertina di Banditi del primo disco, nel lontano ’99, ora è veramente un lupo, incazzato come non mai perché dopo tanti anni, nel nostro Paese, tutto sembra come prima, anzi peggio, dal punto di vista economico, sociale, ideologico, e naturalmente politico. Un disco sanguigno che ci riporta ai fasti dei primi Area, paragonabile come impatto a quel mitico Arbeit e naturalmente anche al primo lavoro degli Assalti, l’indimendicato Terra di nessuno di vent’anni addietro, con in più, ora, l’aggiornamento “intergalattico” fornito da Bonnot, dal 2006 anche membro fisso del gruppo. Ed è proprio quest’ultimo a dare un’impronta futurista all’hip hop italiano che aveva proprio bisogno di rinnovarsi musicalmente, di uscire dal solito clichè come appunto avviene in questo disco ed in particolare nell’elettronica title track. Il canto di Militant A è, come sempre, limpido e comprensibile anche perché qui le parole devono essere capite, sia nei brani sincopati che in quelli dal ritmo più soft (Lampedusa lo sa- Spugne). Il rap degli Assalti a volte si colora di danza macedone come in Banditi nella sala, a volte si abbandona al reggae come nell’amara Mamy, ma sempre sostenuta da testi a volte fin troppo forti “andate nelle scuole, formate i collettivi, organizzate la rivolta finchè siete vivi, ne ammazzano più 10 penne che10 pistole” come recita Cattivi Maestri. Gli argomenti sociali e d’attualità insomma ci sono tutti, trattati in maniera ironica come in Sono cool questi Rom, dura e cruda come nel quasi sinfonico Roma meticcia fino ad arrivare alla commovente e celebre storia dell’orso trentino sconfinato e poi abbattuto in Germania, anni fa (Storia dell’Orso bruno).

















