Giovedì, Maggio 24, 2012
   
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Music'Arte / JANE BIRKIN

JaneBirkin_cover

DI DOO DAH (1973)

E perche’ no, anche Jane Birkin, una delle piu’ belle lolite di tutti i tempi, merita la riedizione in vinile dei suoi album storici anche se come cantante, la sua professione prevalente fino ad oggi  a circa 65 anni, non e’ mai stata un mito del rock o del pop.

In questo lavoro, nonostante sia, come sempre, deficitaria alquanto nella voce, sexy quanto si vuole ma nemmeno tanto caratteristica come poteva essere quella di Marianne Faithfull dei primi tempi, il livello generale e’ abbastanza  alto ed encomiabile. E’ il suo secondo lavoro dopo il megagalattico successo internazionale del 45 giri Je t’aime moi non plus e del relativo album insieme a Serge Geinsbourg che qui, pur essendo il factotum ed il deus ex machina, appare con modestia, non canta ma piuttosto recita contrappundando i gemiti di Jane, solo in una canzone (La decadense)  eppure all’epoca avrebbe potuto essere molto piu’ invasivo: era uno dei musicisti piu’ intriganti e fra i pochi, con il senno di poi, che realmente riuscirono a cambiare radicalmente la canzone francese.

Gli arrangiamenti e gli accompagnatori, come in quasi tutti i dischi della Birkin fatti sotto la regia di Geinsbourg, sono di classe, si sentono, in piu’ di un brano, echi di un perfetto country all’americana con slide guitar da brivido (Leur plausi sans moi) o di pop inglese sofisticato, a volte quasi prog negli interventi orchestrali orientaleggianti (Est la vie qui veut caDi doo dah) o addirittura bandistici, degni persino dei Beatles  di Sgt. Pepper’s (les langues de chat). Alcune canzoni, se riprese in maniera meno lamentevole e sospirosa (ma tutti i gusti son gusti!), sarebbero potuti essere veri e propri capolavori pop (Banana boat). In La baigneuse de Brighton si sente comunque, gia’ dal ’73. lo sviluppo che portera’ la Birkin, nonostante tutto, a realizzare, oltre ai 70 film che ha fatto ed all’icona della moda che è diventata (vedi la milionaria borsa “Birkin” di Hermes!), anche il bel carnet di album solistici (ben 17!)  fra cui alcuni, specie gli ultimi, con ospiti prestigiosi fra i quali Paolo Conte, Bryan Ferry e Caetano Veloso.

Nicola M. Spagnoli

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