Music'Arte
Music'Arte / Mikalett: "Tutto mi appartiene"
A distanza di quattro anni dal precedente lavoro (Mondo di sempre, 2007), il cantautore sammarchese ritorna con un nuovo cd infarcito di suoni sixtie e un duplice omaggio alla memoria di Tonino Rispoli e Maestro Tackis, e due brani scritti in collaborazione con Luigi Ciavarella.
A poco tempo di distanza dal penultimo lavoro in CD ma ad oltre 35 anni dall’esordio su vinile eccolo di nuovo, per dirlo alla Rokes.
Si tratta dell’insaziabile e pirotecnico Michele Giuliani, artisticamente conosciuto da sempre con lo pseudonimo, poi diventato nome d’arte, di Mikalett, che, aiutato da sinceri sostenitori e collaboratori, ci regala questa seconda prova digitale con ben 9 brani ben confezionati a partire dall’art work. Merito quest’ultimo da dividersi fra l’ormai espertissimo Francesco Paolo Giuliani e la giovanissima e promettente Sara La Porta, per l’autoritratto anni ’40 della cover. Il CD e’ pure introdotto da un elegante libretto in otto pagine con testi e foto comprese quelle dei collaboratori e sembra fatto proprio per un lancio definitivo del nostro cantautore che nel frattempo si era reinventato, per darsi un’alternativa, più di un “mestiere”, ognuno comunque legato a delle passioni personali fra cui non ultimo, e forse il migliore, quello di autore teatrale dialettale.
Introdotta dall’ottimo sax di Antonio Aucello il disco parte con il brano-immagine scelto come apripista, La forza dell’amore, già ai tempi in audiocassetta, ma qui reinventato a ritmo di divertente twist mentre per il secondo assistiamo ad un remake del, forse, più celebre brano del compianto Tonino Rispoli , Oh Susanna salutato nel finale, a cui da’ forza anche il divertente coro di accompagnamento. Segue una dolce ballata che riprende ed allarga il concetto del titolo del CD, scritta in collaborazione con Luigi Ciavarella, il produttore- factotum dell’intero lavoro e che e’ anche autore dell’unico brano “politico” del disco, quel Finalmente abbiamo visto il mare dedicato ai martiri di Fenestrelle che si sviluppa sulla falsariga dei primi lavori di Guccini, specie del celeberrimo Auschwitz ma anche di Brennero 66 che si sarebbe forse avvantaggiato di un suono più unplugged. Altro twist-beat fuori dal tempo ma con un testo alquanto interessante é Quando tu a cui segue un inedito del Maestro Tackis con dolce ritornello napoletaneggiante suonato dal mandolino proprio di Michele Ceddia, uno degli accompagnatori dell’epoca del cantautore sammarchese, che fa rivivere altre epoche. Riviviamo anche le prime atmosfere alla Neil Sedaka e Paul Anka sorrette da un solido sottofondo di sassofono in La verità é qui che diventa veramente essenziale e predominante, specie nel finale anche un po’ free alla Gato Barbieri, di Che tempo fa. Il disco si chiude con un omaggio, in dialetto, alla celebre La Vadda di Stignano di cui introduce qualche nota ed in cui sono da sottolineare il solito mandolino e, specialmente, la sognante fisarmonica della giovanissima Michela Mastromauro. Sante Marche mia, che poi si sviluppa quasi a mo’ di valzer, é comunque quindi il segno di un appassionato sincero atto d’amore verso il paese natio che non si asterrà dall’ apprezzare la volontà e la determinazione di un cantante dall’ugola non più spiegata ma, diremmo, ormai consapevole e matura. Non possiamo non citare infine l’egregio lavoro degli altri collaboratori come Giuseppe Bonfitto al basso, Pietro Giuliani alle chitarre e Mario Masullo alla batteria, senza dimenticare il coro, ( Coro Ingrato ) presente con efficacia in due brani, composto da Valeria Coco, Grazia, Davide e Luigi Ciavarella ed il coraggioso e riuscito lavoro di registrazione e mixaggio, nonché chitarristico e di arrangiamenti, del maestro Ciro Iannacone.
Nicola M. Spagnoli




















