Music'Arte
Pino Soccio e il magico suono dei Pink Floyd
Un suono spettacolare molto suggestivo fa da sfondo alle performance che la band inglese Echoes Of Floyd esprime in scena attraverso una rilettura devozionale ( ma niente affatto pedissequa ) della musica dei Pink Floyd, cosi ricca di colori e artifici da renderla unica al mondo e per quelle peculiarità particolari che hanno accompagnato tutta la storia della famosa band inglese e da cui gli Echoes Of Floyd prendono tutto a piene mani a partire sin dal nome.
Provengono da Peterborough, una cittadina a nord di Londra, e la particolarità di questa cover band ( oltre ad essere l’unica cover band inglese ad essere autorizzata ufficialmente dagli stessi Pink Floyd ad eseguire loro brani ) sta nel fatto che il leader, il tastierista Pino Soccio, ha origini sammarchese essendo figlio di genitori di San Marco in Lamis.

Egli è nato ad Peterborough nel 1979 ma i suoi genitori, Michele Soccio ed Elena Ferro, sono nativi di San Marco in Lamis. Infatti sia la madre, in Inghilterra sin dal 1958, anno in cui si trasferisce insieme alla famiglia, sia il padre, che Elena conobbe durante una vacanza in Italia nel 1976, e che si sposarono nel 1978 per poi trasferirsi in terra d’Albione dove nacque Giuseppe detto Pino, provengono dalla nostra terra. In casa Soccio la musica ha sempre avuto un posto rilevante dal momento che Pino inizia precocemente a suonare il pianoforte e, grazie all’ amore del padre verso la musica dei Pink Floyd, diventa subito giocoforza per lui il coinvolgimento verso quel mondo di suoni peculiari, rarefatti e avvolgenti che faranno la sua fortuna musicale molti anni dopo quando si presenterà l’opportunità di formare un band stabile che avesse proprio nei Pink Floyd il nume tutelare.
Ma agli inizi non è la musica dei Pink Floyd il suo indirizzo musicale. Ma la sua prima band, The Brays, giovanile esperienza, dura lo spazio di un mattino, fenestrata com’è da uno scioglimento precoce dovuto alla scarsa coesione dei ragazzi. Nel frattempo però i Pink Floyd hanno pubblicato, nel 1987, l’album Delicate Sound Of Thunder, un live interlocutorio che pone in primo piano le capacità del gruppo, ormai privo di Roger Waters, di allestire uno spettacolo imponente per risorse tecniche impiegate ed energie profuse, composto attraverso giochi di luce e video comparati, con effetti che non hanno eguali nel mondo dello spettacolo musicale. Questo deve aver colpito molto la sensibilità di Pino che decide a questo punto di dedicare ai Pink Floyd e al loro rapporto tra musica e spettacolo tutta la sua vita artistica.
Ma ad accrescere definitivamente questo “desiderio impulsivo” interviene nel 1994 la pubblicazione da parte dei Pink Floyd del triplo album dal vivo Pulse, anch’esso ricco di intuizioni spettacolari che evidentemente deve aver avuto un ruolo decisivo nella volontà di Pino di costituire un gruppo con l’intento esclusivo di suonare solo musica dei Pink Floyd.
Nascono cosi nel 2001 gli ECHOES OF FLOYD, una tribute band che affida al suono cosmico della band inglese la loro voglia di suonare e diffondere ovunque quei suoni liquidi e peculiari che hanno cosi tanto inciso in profondità nella storia della musica rock. Un amore incondizionato che viene compensato da una salve di consensi da parte di tutti, ma che trova soprattutto negli stessi membri originari del gruppo inglese il consenso personale, definitivo e necessario, a blandire un’appartenenza che va ben oltre i canoni della referenza tout court.
Nel repertorio degli Echoes Of Floyd vi sono brani che coprono per grandissima parte l’intera produzione discografica della band di Cambridge, da Echoes appunto, micidiale brano che copre l’intera seconda facciata del disco Meddle ( a mio avviso decisamente superiore persino al super acclamato Atom Earth Mother dell’anno precedente ), sino a
Dark Side Of The Moon, l’album dei records ( 30 milioni di copie vendute ! ) e uno dei pezzi sacri della liturgia rock nel mondo, passando per gli altri mille rivoli discografici che puntellano la storia discografica dei Floyd.
Mancano i classici del primo periodo, Astronomy Domine, A Saucerful Of Secrets e Careful With That Axe, Eugene, quelli più legati alle origini psichedeliche del gruppo, come pure vengono ignorati gli album More e persino il citato album con la mucca in copertina, ( Atom Earth Mother ), ma per il resto, a partire da Meddle, con l’immancabile introduzione di One Of These Days, quindi Echoes sino a Dark Side Of The Moon , che viene riproposto dagli Echoes Of Floyd integralmente com’era del resto consuetudine anche per i Floyd durante le loro performance dal vivo, gli Echoes Of Floyd passano a rassegna tutti i punti salienti che hanno caratterizzato la musica dei loro idoli.
Altri brani vengono equamente estratti dagli album successivi, da The Wall, altro tassello fondamentale della storia dei Pink Floyd, da cui appartengono Another Brick in the Wall, Mother, Run Like Hell , mentre del precedente Wish You Were Here del 1975, in cui i Pink Floyd salutano Syd Barrett dedicandogli l’intero lavoro, vengono tributati Shine On You Crazy Diamond, Welcome To The Machine e soprattutto l’immortale Wish You Were Here, tutte voci che aleggiano sin dai titoli l’ombra dell’indimenticabile fantasma del fondatore dei Pink Floyd.
Altri brani appartengono alle scalette di dischi altrettanti fortunati, che rispondono ai nomi di Learning To Fly e Sorrow ( A Momentary Lapse Of Reason ), altri infine provengono dagli album successivi per un totale impressionante di brani eseguibili che lasciano col fiato sospeso chiunque abbia un’idea seppure minima della musica prodotta dai Pink Floyd.
D’altra parte per avere un’idea precisa del talento degli Echoes Of Floyd sarà sufficiente cliccare su Youtube e cercare i loro video, ricavati da performance dal vivo, per stupirsi e lasciarsi avvolgere, come è accaduto a me prima di comporre questo poco rispettoso articolo, e per rendersi conto dei meriti professionali infiniti che ha questo figlio della nostra aspra terra garganica, Pino Soccio e degli Echoes Of Floyd da Peterborough, Inghilterra, ma con l’anima sammarchese nel profondo.
THE ECHOES OF FLOYD sono :
Pino Soccio suona le tastiere ed è la voce principale della band mentre il resto è formato da Mark Daniel ( Tastiere ), Kurt Wellwing ( Chitarre ), Jacob Beebe ( Chitarre ), Mike Evans ( Basso ), Keith Ford ( Batteria ) Leah Persons, Rowena Whyche e Karin Van Driel ( Coriste ) mentre al sax tenore suona Linda Hickson, sorta di Clarence Clemmons al femminile per la potenza musicale profusa. www.echoesoffloyd.co.uk
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