Scritto da LUIGI CIAVARELLA Martedì 05 Luglio 2011 21:14
I WOLF PEOPLE pubblicano sulla distanza il loro primo album ( datato 2010 ) e suscitano subito un certo interesse per via di molti passaggi contenuti nel disco che rimandano ai canoni della tradizione rock in terra d’Albione, soprattutto quella che fa riferimento ai settanta. Il flauto che evoca Ian Anderson dei famigerati Jethro Tull ( Tiny Circle ), le chitarre taglienti che invece rimandano ai Free ( Painted Cross ), ma anche brandelli di suoni che ricordano i Traffic, almeno quelli più psichedelici degli inizi, e anche certe soluzione hard blues dei Wishbone Ash di Ted Turner, contribuiscono tutti a dare del gruppo una immagine inequivocabile.







Forse John Reed non avrebbe mai potuto immaginare che un giorno un vecchio e polveroso rockettaro gli avrebbe rubato il titolo del suo libro più famoso : dieci dischi in vinile, dieci soli titoli scelti dal fondo di un pozzo le cui profondità hanno legami col centro del mondo ; dieci manufatti per raccontare da angolature oblique la storia del mondo attraverso suoni e immagini che ne hanno saputo scandire i momenti più intensi e le fasi più delicate, intrisi di sogni e sostanza, ma inscindibile dalla natura dei fatti che hanno percorso la storia dell’umanità.


La storia del Grunge (1985 – 1994)











