La specie imprevista n.526: nuove sale d’attesa

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Nella foto vediamo alcuni cani che stanno aspettando il loro “padrone” che esca da un ospedale dove è stato appena ricoverato. Il “padrone” dei cani è un senzatetto che sfama di più quei cani che se stesso. E loro, i cani, lo aspettano e quasi vogliono chiedere al personale sanitario di questo ospedale brasiliano, quali siano le condizioni di salute del loro “padrone”.

Si dovrebbero far nascere nuove sale d’attesa per gli animali che vogliano avere notizie sanitarie sui loro “padroni” ricoverati. Anche se non si potrà chiedere a quegli animali il grado di parentela con il paziente. Penso che non sarà necessario chiedere: basterà vedere come guardano il loro caro appena messo su una barella, per capire che c’è più di un semplice grado di parentela tra quell’uomo e quel cane.

E aspettano lì. E loro, i cani, capiscono tutto, anche senza capire il nostro linguaggio. Anzi, se ci sentono parlare vanno via: non sono abituati alle chiacchiere, ma soprattutto al modo di fare, agli atteggiamenti degli umani.

I loro “padroni” non gli parlano con il linguaggio verbale degli uomini, ma con quello degli occhi e delle mani. In queste nuove sale d’attesa dovranno mettere non solo delle cucce, ma anche personale sanitario che sappia parlare agli animali, senza che i cani vadano a leggere le cartelle cliniche dei loro “padroni”. Non c’è bisogno di comunicare valori clinici e nomi di farmaci, per i cani c’è bisogno solo di sguardi, e basta.

Saranno delle sale d’attesa molto silenziose. Così come silenzioso sarà il modo di lasciare quel posto da parte dei cani che avranno perso il loro “padrone”. Senza protestare contro medici e simili per non aver fatto tutto il loro dovere per salvare il loro caro amico. Nessun cane abbaierà di rabbia, quando saprà della morte del suo amico umano. Ma solo tante code tra le gambe e teste base. Abbandoneranno quelle sale d’attesa per andare non si sa dove.

Forse cercheranno altri “padroni” che gli vorranno bene. E se li troveranno, già sanno che primo o poi in quelle nuove sale di attesa ritorneranno. Per “parlare” con dottori e simili e capire che la storia dell’uomo si ripete all’infinito. Come qualsiasi altro vivente su questa terra.

Soundtrack: “Seamus” – Pink Floyd

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Mario Ciro CIAVARELLA AURELIO