Premiati i vincitori del XV Premio nazionale di poesia “Il Sentiero dell’Anima”

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 “Estrema aspirazione della poesia/è di compiere il miracolo nelle parole,/d’un mondo resuscitato/nella sua purezza originaria/e splendido di felicità.”, con queste parole del grande Ungaretti, la prof. ssa Falina Marasca delle Edizioni del Rosone di Foggia ha aperto la premiazione del XV Premio nazionale di poesia “Il Sentiero dell’Anima”. Di seguito il comunicato stampa a cura dell’organizzazione.

Un premio-adolescente, quindi, in piena giovinezza, che, dalla sua casa, il parco artistico-ambientale situato nei pressi della dolina carsica Pozzatina tra San Marco in Lamis e San Nicandro Garganico, grazie al sogno di Filippo Pirro e della sua famiglia, dispiega le sue ali e va oltre il Gargano e la Capitanata, coinvolgendo tanti poeti provenienti da ogni parte del nostro Paese, per offrire a tutti la poesia come salvagente cui aggrapparsi quando tutto intorno sembra svanire.

Il concorso, promosso dal Centro Culturale omonimo e dalle Edizioni del Rosone, con il patrocinio della Fondazione dei Monti Uniti, del FAI Delegazione Foggia e della Fondazione Soccio, negli anni ha risposto al bisogno della scrittura in versi di stare con la gente, tra i giovani e i meno giovani, tra i colti e i meno colti – continua Marasca – con una scrittura che non si limita a fotografare i fatti, ma li rivede sotto una prospettiva nuova, li colora e li trasforma attraverso le esperienze del quotidiano.

La premiazione ha aperto con la sezione C, dedicata ai giovani poeti che hanno aderito inviando lavori ricchi di freschezza, ma anche carichi di sentimento e insospettabile profondità per penne tanto giovani. Il tema proposto quest’anno era “Migrazioni e diritti umani”, argomento che i giovani poeti hanno affrontato con immagini affatto scontate e con sentita partecipazione, tracciando argomenti che andavano dal migrante di ieri a quello odierno, dalla ragazza siriana al giovane cervello in fuga, in un affresco del fenomeno che ha coinvolto la nutrita platea.

Per la sezione dedicata alle scuole, numerosi sono stati i riconoscimenti della giuria e bellissimi si sono rivelati i lavori che ogni ragazzo ha declamato, con una partecipazione da scuole giunte da più parti della provincia ed anche fuori regione.  Il premio speciale Poeti in erba è andato al testo collettivo delle classi 4a e 5a “A. Del Re” I. C. “L. Bianchi” di San Bartolomeo in Galdo (BN) ed al testo collettivo delle classi 4a sez. C-D I. C. “Tancredi-Amicarelli” di Monte Sant’Angelo. Primo premio ex aequo hanno meritato Gaia Scaramuzzi dell’I. C. “Dante-Galiani” di San Giovanni Rotondo, Leonardo Traisci del Liceo Scientifico “A. Olivetti” di Orta Nova e Francesca Vocale della Scuola Secondaria di I grado “Padre Pio” di Torremaggiore. Numerosi altri riconoscimenti, poi, hanno meritato numerosi piccoli poeti, colorando di speranza nuova la prospettiva del futuro.

Quanti sono giunti ad ascoltare i versi in concorso e a lasciarsi emozionare dal luogo, hanno percorso – poi – un breve tratto del percorso artistico-letterario del parco, soffermandosi sul nuovo monumento polimaterico dedicato al Paese, che reca – dipinta su una sua parete – una poesia del paesologo Franco Arminio.

La premiazione ha poi inaugurato il momento dedicato alle due sezioni dedicate agli adulti.

Antonio Pirro, co-fondatore del parco del “Sentiero dell’Anima, ha citato il filosofo belga Pascal Chabot e la sua metafora di un muro con una finestra al centro, per descrivere il nostro attuale ordine mondiale.

“Da una parte del muro ci sono le persone protette, quelle fortunate, diciamolo chiaramente, tutti noi; dall’altra parte ci sono gli esclusi, gli emarginati, i poveri che però, attraverso la finestra vedono cosa succede dall’altra parte del mondo. La finestra e il suo vetro rendono possibile il paradosso dell’esclusione e dell’apertura, come un recinto trasparente. Le attuali migrazioni bibliche bussano da anni a questa finestra, a questa finestra che per noi europei ha una lastra liquida di Mediterraneo. Le bugie, vecchie di secoli, che continuiamo a raccontare alle nostre giovani generazioni non riusciranno a cancellare i lutti quotidiani che non ci fanno piangere perché non ci appartengono.”. Ponendo l’accento proprio sul tema proposto per questa edizione, Antonio Pirro ha voluto scomodare le coscienze, analizzando il fenomeno migratorio da una prospettiva certo scomoda, ma vera e intensa.

“Immemori di quanto siamo stati e ancora siamo: popolo di emigranti, da Enea alla ragazza odierna con un biglietto Flixbus tra le mani. Diventeremo – continua Pirro – forse molto più presto di quando ci ostiniamo a pensare, un immenso popolo di migranti senza patria, anche a casa nostra. I diritti sempre più cancellati e proprio per questo sempre più evidenti dichiarano il fallimento del nostro essere uomini d’occidente”.

Quasi tutte liriche e le sillogi giunte in concorso hanno toccato un topos tanto delicato e difficile, interponendo momenti di afflato e commozione ad acuta analisi e verità. Proprio la verità è stato il perno su cui la giuria ha fatto leva nell’analisi e nella valutazione, verità che si fa urgenza, sguardo acuto, istinto dell’anima. “Offrire agli uomini uno sguardo nuovo, la possibilità di una diversa angolatura, colori di cui non conoscono il nome, strappargli un sorriso che non si aspettano è un atto politico rivoluzionario. Inventare il mondo per chi ci leggerà, per chi nemmeno conosciamo, è un atto politico rivoluzionario. (r)Esistere su un territorio giorno dopo giorno, farlo più bello coltivando bellezza, è un atto politico rivoluzionario. Piantare alberi è un atto politico rivoluzionario, e qui, addirittura si parla di appenderci poesie…” apre così l’intervento di Stefania Marrone de La Bottega degli Apocrifi, Presidente di giuria per l’edizione 2019, sottolineando come la bellezza sia un atto rivoluzionario.

Per la sezione dedicata alla poesia edita in lingua e in dialetto, il primo premio è stato assegnato ad Antonella Corna con la silloge Bagagli al seguito. Menzione speciale ha meritato Diciassette di Raffaele Giannantonio. Primo premio ex aequo hanno meritato – per gli inediti – Michele Totta con Vénte liggìteme e Regina Loredana Pozzo con Angelino. Hylan di M. Zona è stato insignito dalla giuria di una menzione speciale ed il premio speciale “Presenza viva” è andato a Simona Pironi. Tanti, ancora, i poeti segnalati dalla giuria che hanno emozionato gli astanti con i loro versi, tutti racchiusi nel volume antologico che ogni anno pubblica tutti i lavori meritevoli, corredati del giudizio critico della commissione esaminatrice.

Le opere vincitrici sono state riprodotte su pirografie artistiche che saranno installate in permanenza lungo l’antologia poetica en plein air presente ne Il Sentiero dell’Anima, arricchendo e nutrendo, così, il parco e la sua oasi di poesia e bellezza.

Emozioni, incontri, sorrisi, commozione, passi, versi…il 25 maggio scorso, tornando a citare la presidente di giuria Stefania Marrone, in un parco letterario nel bosco, nel cuore del Gargano, un Premio di Poesia giunto quest’anno alla sua quindicesima edizione, ancora una volta, ha smentito le convinzioni secondo cui, oggi, la società non abbia più sete di poesia e ha sfidato le leggi di gravità, rendendoci tutti più leggeri!