San Marco in Lamis, convegno su Pasquale Soccio

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Torna di nuovo nell’agenda degli incontri il Convegno di Studi sulla Letteratura, Filosofia e Storia in Pasquale Soccio, a San Marco in Lamis. Come noto, era stato cancellato per improrogabili impegni di alcuni relatori. Ora l’iniziativa si farà col medesimo programma, martedì 11 giugno, alle ore 18.00 presso l’Auditorium del Palazzetto della Cultura di Piazza Marx, 1, considerato il salotto buono della cittadina. E questo non a torto, ospitando, tra l’altro, la Biblioteca Comunale, associazioni e sodalizi che si occupano prevalentemente di promozione socio – culturale, quali, appunto: la Fondazione “Angelo e Pasquale Soccio”, organizzatrice dell’iniziativa, unitamente all’Amministrazione Comunale; il Centro di Documentazione dell’Emigrazione; i fondi Joseph Tusiani e Carlo Levi; il primo presieduto da Matteo Coco e l’altro da Sergio D’Amaro, entrambi docenti di Lettere e saggisti e scrittori di prima grandezza.

Si inizierà con il primo cittadino Michele Merla e l’assessora al ramo Meriligia Nardella, per i saluti istituzionali, seguiti a ruota dallo storico locale, Michele Galante, (già sindaco della città per due volte e deputato al Parlamento), in veste di padrone di casa, per via della sua carica di Presidente della Fondazione promotrice. Si proseguirà, poi, con Rino Caputo, docente dell’Università “Tor Vergata” in Roma”, che approfondirà il tema “Soccio tra pensiero e poesia: l’occasione Leopardi”. Quindi, salirà in cattedra Gianluca Fiocco, della medesima Università, che si soffermerà su “L’antico avversa violentemente il nuovo: Unità e brigantaggio nelle opere di Soccio storico”. Infine, interverrà Pasquale Guaragnella, docente dell’Università di Bari, che relazionerà su “Pasquale Soccio e i diversi ritratti di Benedetto Croce”. Presiederà e coordinerà i lavori Rossella Palmieri, docente dell’Università di Foggia.

Va da sé che quanto sopra lo si fa per ricordare la statura dell’uomo e dell’intellettuale che per lungo tempo ha dominato il Novecento Italiano, grazie alla molteplicità e significazione delle sue opere filosofiche, storiche e letterarie, dando così lustro con il suo nome non solo alla città di origine e alla Capitanata, ma all’intera Puglia.

Il Soccio ha intessuto rapporti di collaborazione e di amicizia con i più grandi letterati  del suo tempo. E non solo, Tra l’altro, con Croce, Bacchelli ed altri. Come già scritto, di Bacchelli egli amava ricordare la sua venuta a San Marco in Lamis, ospite dell’amico comune Giustiniano Serrilli e della proficua ed indimenticabile passeggiata tenuta in sua compagnia in Corso Matteotti. Altresì, egli ha avuto proficui rapporti con uomini di pari statura, impegnati in prevalenza in altri campi ed istituzioni, come per esempio il lucerino, Gaetano Gifuni, segretario generale della Camera dei Deputati, Damiano Nocilla, segretario generale del Senato, ecc. E ancor  più con Arturo Palma di Cesnola, affermato scienziato del Paleolitico a livello mondiale, noto sì per le sue approfondite ricerche e ritrovamenti a Grotta Paglicci in territorio di Rignano Garganico. ma soprattutto per la sua vocazione letteraria, di cui egli ha apprezzato non solo le opere poetiche (Lettere a Onoria, Bastogi 1982), ma anche quelle prosaiche, come il romanzo “Lo sgombero”, ecc.

Va evidenziato, inoltre, che il Soccio è stato l’unico ospite d’onore e mattatore della serata culturale promossa dal Comune di Rignano Garganico in occasione della concessione (dicembre 1988) della cittadinanza onoraria (vedi foto) al Di Cesnola. Di Soccio quest’ultimo, ne parla ancor oggi in quel di Firenze, dove, 91 enne, vive. Lo fa con sofferta nostalgia, ricordando ad uno i vari approcci avuti nella casa di lui in Foggia (palazzo Perugini) su questa o su quell’altra opera. Lo cita ancora, con nome ovviamente inventato, come fa per tutti, nel romanzo “Giornale di Scavo” (pp.250), ispirato a Paglicci (di prossima edizione a cura di chi scrive).

Per l’occasione il nostro letterato viene tirato in ballo per via della sua insistenza a volere visitare ad ogni costo in fondo all’antro la ‘saletta dei cavalli’. E questo, nonostante la sua quasi totale cecità  “…e ne esce fuori  – si sottolinea ironicamente – con la testa rotta”. Dei suoi rapporti con gli anzidetti personaggi si parla in “Incontri Memorabili” (2001), volume postumo. Studioso di Vico, ha curato l’Antologia Autobiografia, Poesie, Scienza Nuova, 1983; Penso, dunque invento, 2001. Come storico, Unità e Brigantaggio, 1969. L’opera che lo reso celebre, fu “Gargano Segreto”, 1965, giunto alla 4 ed. nel 1999. (AntDV)