Peschici, 25 minuti di comizio e 90 di selfie: la politica ai tempi di Matteo Salvini

Print Friendly, PDF & Email

Venticinque minuti di comizio e un’oretta abbondante di selfie. Il primato della foto ricordo sulla “parola” del tribuno. E’ la politica ai tempi di Matteo Salvini, detto il Capitano, leader della Lega, ex ministro dell’interno dopo la mozione di sfiducia al premier Conte.

“I ministri della Lega saranno tutti a Roma lunedì per mandare a casa questo governo” avverte. A Peschici si materializza alle 17,50. Con venti minuti di ritardo. In piazza Sandro Pertini, anfiteatro del Palazzo di Città, lo aspettano in tanti sotto un sole cocente che stordisce. Il caldo è opprimente. L’afa toglie il respiro. La platea è composita, trasversale: giovani, anziani, nonnetti. E donne, tante donne. Parlerà per 25 minuti, fino alle 18,15: toccherà i soliti tasti, l’immigrazione, la famiglia al naturale, il governo del sì, la sinistra che ha fatto danni in Puglia per colpa di Vendola ed Emiliano. Battibecca con una sparuta minoranza che intona “Bella ciao”. Una breve parentesi. Poi tutto filerà liscio. Il Capitano è reduce da Termoli, si è appena alzato dalla tavola dove ha consumato un sobrio “lunch” a Peschici su un trabucco vista mare ed è atteso a Polignano. Ma non delude i suoi: attacca la sinistra “che parla ai poveri con il portafoglio gonfio”, fa un passaggio sul caso Bibbiano e loda la bellezza del Gargano “solo che per arrivarci uno ci mette tre ore, impossibile” sbotta, strappando un meritatissimo applauso. La scarsa rete viaria è il tallone d’Achille del Gargano, tutti ne parlano ma nessuno interviene per completare la superstrada. Indossa una sgargiante felpa granata con la scritta Peschici che ben presto comincerà a riempirsi di chiazze di sudore. E’ in bermuda. Il caldo è infernale. Ma il Capitano non molla. Ci dà dentro: promette un “Governo del fare che duri cinque anni, tassa unica del 15% per tutti. Se l’Europa ce lo fa fare bene, altrimenti lo facciamo lo stesso” promette. Sul palco è scortato dai suoi fedelissimi: Massimo Casanova, suo grande amico, neo europarlamentare, proprietario del Papeete di Milano Marittima e di una tenuta a Bosco Isola a Lesina; Rosario Cusmai, il giovane commissario di Capitanata del partito, da Vico del Gargano. Ci sono anche Luigi Miranda e Joseph Splendido da Foggia. Presente il coordinatore regionale Luigi D’Eramo. Ci sono i sei consiglieri comunali della Lega di Peschici che siedono in maggioranza. Nonché i rappresentanti delle sezioni leghiste di San Giovanni Rotondo. Imponente lo schieramento di polizia. Si nota un guardingo Franco Landella, il sindaco di Foggia, che aspetta dai leghisti i nomi degli assessori da inserire nella sua giunta. Si materializza anche il neo presidente dell’ente Parco nazionale del Gargano, Pasquale Pazienza che sarà operativo ai primi di settembre, dopo la registrazione del decreto di nomina presso la Corte dei Conti. Una presenza riservata e appartata la sua. “Nessuno si inventi un altro governo” tuona in chiusura il Capitano, prima di abbandonarsi all’interminabile maratona dei selfie. Un vero e proprio bagno di folla. Dopo un’ora abbondante di scatti, la fila anzi ché diminuire, aumentava. Da qui l’idea del selfie collettivo. Solo così lo hanno lasciato ripartire per Polignano. A giudicare da quello che si è visto a Peschici, Matteo Salvini per gli italiani non è soltanto un politico. È “tanto altro”.

Francesco Trotta