San Marco in Lamis, troppe chiacchiere. Grazia Mossuto: «Basta, non sono positiva al Covid-19»

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Le parole della consigliera comunale Grazia Mossuto a seguito delle ripetute segnalazioni “anonime” a suo carico dopo la positività al tampone di un suo familiare: «Io lontana dalla mia famiglia per più di 20 giorni»

Premesso che infettarsi non è un disonore né costituisce reato. Anche perché il nuovo Coronavirus “Covid-19” in questo si è dimostrato molto “democratico”: non risparmia nessuno, nemmeno i capi di governo e i leader di partito. Quello che invece dà più fastidio è il comportamento meschino di qualcuno, pronto a puntare il dito contro chiunque. E senza conoscere i fatti. Un comportamento al limite della diffamazione alimentato dalla psicosi della malattia.

È quanto sta accadendo ai danni di Grazia Mossuto, esponente politico dei “Moderati per San Marco” e componente della massima assise cittadina di San Marco in Lamis.

Mossuto, come in molti sapranno, suo malgrado, ha dovuto fare i conti con il Covid-19, allorquando agli inizi di marzo il virus ha colpito sua madre, venuta in contatto a sua volta con uno dei primi focolai comparsi in paese. Circostanza che l’ha costretta, giustamente, a mettersi in quarantena sotto la sorveglianza dell’Asl. Trascorsi i canonici 14 giorni, senza alcun sintomo di sorta (febbre, stanchezza, tosse secca), Grazia ha preferito allungare l’isolamento per un’altra settimana, dimostrando un ulteriore senso di responsabilità, non solo verso i propri cari ma soprattutto nei confronti della comunità che rappresenta.

«Sono rimasta in casa per più di venti giorni, evitando di andare al lavoro. L’ho fatto anche per il ruolo che rivesto. Perché non si può predicare il “restate a casa” se prima non si dà il buon esempio», ha tenuto a sottolineare Grazia Mossuto.

E adesso la nota dolente: nonostante tutte le precauzioni del caso c’è chi, probabilmente uno o più aspiranti James Bond senza licenza, continuano a segnalarla (forse anche a causa di uno scambio di persona) come una potenziale untrice: «Secondo questi signori io andrei in giro e sul posto di lavoro pur essendo positiva al Covid-19. Ebbene, voglio rassicurare tutti: non sono un’irresponsabile e mai sono risultata positiva. A questi signori dico solo di rispettare il lavoro di sorveglianza che qualcun altro – sicuramente più titolati a farlo – sta svolgendo nell’interesse della collettività. E di smetterla per vie traverse di additarmi alla stregua di una incosciente».

Insomma, a San Marco, ai tempi del Coronavirus succede anche questo.