Le magie sonore del bosco: il suono dei WITCHWOOD

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Tra i principali artefici della rinascita del rock italiano di matrice seventies

di Luigi Ciavarella

Le radici dei Witchwood bisogna cercarle nei Buttered Bacon Biscuits, la magnifica rock band nata nel 2008 dalle parti di Faenza, che guardava ai suoni della fertile stagione dei seventies reiventati però su basi personali attraverso un album (From The Solitary Woods) che rimane un piccolo gioiello della scena underground italiana del periodo. L’album è stato ristampato nel 2017 dalla Jolly Roger con una scaletta differente rispetto all’originale, ed è caldamente consigliato se non altro per il grande kaleidoscopio sonoro che vogliono ricordarci un periodo fecondo in cui l’hard rock e certe melodie straripanti dettavano legge ovunque.

Sono buone vibrazioni, riverberi provenienti dal passato, schegge musicali che rimandano ai Deep Purple come agli Uriah Heep oppure agli Atomic Rooster, che questo disco superbo prova a catturare pur rimanendo nel solco di un suono personale, grazie sopratutto alla potente (ed espressiva) voce di Ricky Del Pane, il leader della formazione e l’autore di tutti i brani.

Da Losin’ My Pride sino a Cross Eyed Jesus, il tutto si svolge in otto tracce (più un bonus Blind Blee) che sappresentano la base su cui si costituirà il nuovo progetto di Ricky Del Pane denominato Witchwood, la strega del bosco, che prende forma nel 2015 con l’album Litanie From The Woods (Jolly Rogers Records). Sono con lui Stefano Olivi (il talentuoso tastierista proveniente dai Buttered Bacon Biscuits), Andrea Palli (dai Bad Ambition) mentre il resto è formato da musicisti nuovi tra cui Sam Tesori al flauto traverso che rappresenta senz’altro un elemento di novità importante sulla via dell’evoluzione del loro suono.

Una evoluzione decisamente più progressiva in termini di contaminazioni, fatta di hard rock e ballate acustiche seduttive, dove il tutto è condito dalla voce di Ricky Del Pane e dall’innesto pertinente del flauto che spesso richiama Jan Anderson, con composizioni che acquistano una nuova linea melodica ma sopratutto offrono una immagine dei Witchwood convincente ed autorevole nell’ambito della scena hard rock italiana ed europea. Litanies From The Woods è strutturato in dieci brani memorabili tra cui Handfull Of Strars, posto in coda, che darà il titolo all’album successivo che uscirà due anni dopo.

Introdotto da una Presentation (Under The Willow), dominata dal flauto, l’album, che avrebbe dovuto essere un EP, contiene due covers: Flaming Telepaths e Rainbow Demon, rispettivamente targati Blue Oyster Cult e Uriah Heep, due omaggi che spiegano tutto sulle loro influenze. Per il resto si registra la presenza di un nuovo chitarrista (Antonino Stella) che sembra trovarsi a proprio agio, arricchendo così ulteriormente il suono della band di intrecci strumentali, facendo crescere una maturità e una consapevolezza compositiva che fanno della formazione romagnola una delle realtà più solide del panorama del rock italiano.