Anche Rignano sorride alla candidatura di Scamarcio a sindaco di Andria

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di Antonio DEL VECCHIO

Anche Rignano Garganico ‘festeggia’ per modo di dire la candidatura di Antonio Scamarcio (foto), a sindaco di Andria, notizia ufficializzata ieri dal leader della lega, Matteo Salvini. Tanto per via di conoscenza e stima indiretta del personaggio.

Il paese in menzione, come pure il resto del Gargano e della Capitanata, era assai legato al padre Gaetano, esponente di grido del Partito Socialista Italiano negli anni ’70 e ’80, che qui aveva una sezione ben organizzata e sentita ad ogni livello. L’interessato vi era venuto più volte, forse anche con il piccolo Antonio. Lo faceva per motivi di bandiera e di amicizia, ma mai per motivi elettorali. Infatti, egli fu sempre eletto alle diverse cariche in quel di Bari, rivestendo poi in veste di senatore della Repubblica, la prestigiosa carica di vice-ministro di Grazia e Giustizia.

Impegno che svolse da protagonista, essendosi occupato del noto caso Cirillo. Lo fu anche in veste di avvocato penalista, non secondo a nessuno non solo in Puglia, ma in tutto lo Stivale. In paese venne la prima volta negli anni ’70, allorché rivestiva la carica di Presidente dell’Onpi, Opera Nazionale dei Pensionati Italiani facente capo all’INPS, uno dei tanti Enti inutili, che inutile non fu per quanto si dirà.

Vi venne perché aveva in mente di creare qui, come d’altronde aveva fatto nel resto d’Italia, una Casa di Riposo per Anziani. Il luogo aveva, a suo dire, tutte le prescrizioni richieste in termini di aria pulita e di tranquillità. Quella sera si discusse a lungo in sezione sulla possibilità offerta dall’ospite. In massima parte tutti erano d’accordo con quest’idea, perché avrebbe contribuito al suo sviluppo economico e soprattutto occupazionale. Si parlava di cento posti, tra personale sanitario e non.

Ma come spesso accade, ci fu il solito pseudo-moralista di turno ad opporsi. Scamarcio che non vedeva di buon occhio tutti quelli che sputavano in un piatto d’argento, abbandonò subito l’idea e puntò la sua carta nel Capoluogo. Fu acquistata allo scopo una moderna struttura in Via Bari. In questo, sostenuto dalla triplice sindacale, ma avversato da condottieri di altri interessi di cordata e di potere. Cosicché pochi mesi dopo dalla sua inaugurazione la sede fu occupata a sproposito dai cosiddetti senzatetto e nel giro di poco tempo andò in rovina.

La stessa fine faranno in seguito i lavori incompiuti della Pretura a Casarinelli, a San Marco in Lamis, non proseguiti per via della desertificazione urbanistica della zona, contrastata dagli amanti dello Starale. Chi scrive mantenne il suo rapporto di amicizia costantemente, anche perché abitava a Foggia. Nel Capoluogo dauno teneva una segreteria attivissima in Via Lustro, significata da tantissime iniziative politiche e culturali.

Attorno a lui si era stretto un gruppo di intellettuali, che ne propagandavano il suo fascino di uomo politico che non aveva peli sulla lingua nell’affrontare le problematiche sociali e di confrontarsi, talvolta anche aspramente, con i suoi avversari interni ed esterni. A fare da battistrada alle innumerevoli iniziative di questo Circolo c’era persino una testata periodica dal titolo “Attualità (in seguito Anteprima), alimentata da una redazione di tutto rispetto, composta da giovani diventati poi giornalisti di grido e dirigenti in strutture pubbliche e private.

Quando Gaetano veniva a Foggia, correva alla casa dell’amico ed inattesa del da farsi s’intratteneva a giocare al calcio-balilla con i due figli piccoli di lui, che ne conservano ancora il ricordo. Chi scrive avrà modo di conoscere Antonio, quando egli è già adulto e promettente avvocato, come lo è ora il figlio Gaetano (erede dell’omonimo nonno) nello studio paterno di Via Ferrucci. In una causa a Trani fu il suo avvocato difensore, preventivamente ben illuminato e diretto dal padre che a quel tempo sostava al piano superiore, ben protetto da una porta blindata e consultato solo in caso di bisogno.

Si occupò ancora di lui in occasione della sua morte con un articolo pubblicato su diverse testate online e cartacee. L’intera famiglia di chi scrive sarà sempre a suo fianco anche in questa occasione per restituire in parte la grande gratitudine che nutriva verso il padre e tutti i suoi congiunti. Ad Maiora!