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La Polizia lo arresta nuovamente, favorì la latitanza di tre pregiudicati

Nella mattinata del 24 settembre 2020 Agenti della Polizia di Stato della Questura di Foggia hanno tratto in arresto R. A., classe 65’, al quale da qualche giorno era stato concesso di scontare in regime di arresti domiciliari il periodo di detenzione conseguente al suo arresto avvenuto in agro di Apricena lo scorso mese di aprile.

R. A., infatti, il 14.04.2020 era stato arrestato da personale della Squadra Mobile di Foggia in occasione di un’irruzione nel suo casolare, sito in agro di Apricena, che permetteva di rintracciare ed arrestare anche Bonsanto Angelo Scirpoli Francesco. (evasi il 09 marzo 2020 dalla Casa Circondariale di Foggia), nonchè La Torre Pietro (latitante dal mese di maggio 2019 e destinatario di ordine di carcerazione dovendo scontare la pena detentiva di anni 2 e mesi 8 di reclusione), gli ultimi due ritenuti elementi di spicco dell’organizzazione criminale convenzionalmente denominata “LOMBARDI-RICUCCI-LATORRE”. Come noto, i tre fuggiaschi venivano sorpresi durante una riunione che si stava svolgendo nel casolare del R. a cui partecipavano anche altri pregiudicati manfredoniani.

Dopo un periodo di detenzione in carcere, conseguente al citato arresto cui era seguita  – su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia barese – l’emissione di un’ordinanza custodiale da parte del GIP presso il Tribunale di Bari, al R. venivano concessi gli arresti domiciliari in attesa della celebrazione del processo.

Tuttavia, in spregio alle prescrizioni impartite dal Giudice, il R. veniva sorpreso nel luogo di detenzione domiciliare in compagnia di soggetti non autorizzati. Invero, nell’ambito del dispositivo provinciale predisposto dalla Questura di Foggia per contenere il diffondersi del contagio da “COVID-19”, nelle giornata del 17.09.2020 un equipaggio del Reparto Prevenzione Crimine “Puglia Settentrionale” si recava presso il citato casolare constatando che il R. era in compagnia di altri soggetti  gravati da precedenti penali e non autorizzati. Ne seguiva la tempestiva segnalazione della Questura di Foggia alla D.D.A. di Bari che, quindi, richiedeva ed otteneva dal GIP l’aggravamento della misura cautelare.

Ultimate le formalità di rito presso gli Uffici della Squadra Mobile di Foggia R. A. veniva condotto presso la Casa Circondariale di Foggia.

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