Rignano Garganico: mistero per i resti ancora intatti di un bimbo deceduto quarant’anni fa

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di Antonio Del Vecchio

Dopo oltre quarant’anni il corpo di un bambino di sette mesi risulta del tutto ancora intatto, come se fosse dormiente. E’ quanto accaduto, con somma sorpresa degli operatori e dei famigliari, al momento della riesumazione del cadavere dal loculo in muratura ubicato in una delle cappelle del locale cimitero. Qui era stato seppellito di nuovo cinque anni fa per il medesimo motivo. Si tratta del terzogenito di una coppia ben conosciuta e stimata in paese.

Nato il 21 settembre del 1982, era scomparso nella mattinata dell’8 aprile dell’anno successivo, stroncato da un improvviso malore, quando la sua crescenza e bellezza era al culmine della tenerezza. Non a caso se lo contendevano una moltitudine di ragazze adolescenti, felici di tenerlo in braccio o di portarlo a passeggio per qualche tempo sulla ripa – belvedere.

Nel giro di pochi minuti avevano cercato di salvargli la vita, prima i sanitari del posto e poi quelli del vicino ospedale “Umberto I” di San Marco in Lamis, senza spiegare agli altri e a se stessi le ragioni scientifiche del suo decesso.

I risultati si sapranno solo qualche mese dopo, a seguito dell’esame autoptico di un pezzo dei suoi polmoni effettuato presso il laboratorio del Bambin Gesù in Roma, così come suggerito e seguito dal compianto Raffaele Cera, allora considerato uno dei luminari più attivi e insigni del settore a livello provinciale e nazionale.

Secondo i medici della capitale, il bambino sarebbe morto a causa di un virus raro, che colpisce l’infanzia al disotto dei due anni, quando i loro polmoni sono in via di formazione. Per le statistiche, un caso in ogni milione di bambini nel mondo.

Non appena si sparse la notizia dell’evento, una moltitudine di ragazzi di entrambi i sessi assalì letteralmente l’obitorio ospedaliero. Tutti curiosi di vedere il ‘morticino’ di bell’aspetto, disteso sul letto, come se dormisse, con il viso vivido e labbra e guance ancora rosee.

Ai funerali, celebrati in pompa magna nella rinascimentale Chiesa Matrice e al successivo corteo partecipò l’intero popolo, come se fosse un personaggio illustre da venerare ed onorare. Molti ricordano l’avvenimento, come se fosse ieri, invece, a quanto accennato, sono trascorsi più di quarant’anni dal doloroso episodio.

Miracolo o naturale mummificazione come spesso accade, quando si presentano particolari condizioni ambientali, specie clima secco e ventilato oppure terreno o pietre porose? Nessuno al momento si sente di dare una risposta esauriente.

Secondo gli esperti, la mummificazione di un cadavere si ha quando il corpo perde del tutto i liquidi e la pelle rimane intatta fissando la fisionomia del volto e quelle del resto del corpo, come se fossero naturale. C’è poi la mummificazione procurata, come quella degli antichi Egizi. Ma questo è un altro discorso.

E se si trattasse di “santità”? – si interrogano altri. Non è meglio aspettare e constatare qualche segnale dall’alto? Intanto, in attesa del giorno che verrà, il corpicino, questa volta, è stato tumulato, non più in fabbricato, ma sotto terra al campo nuovo.

Addio, bimbo Santo, veglia dall’alto sulla nostra collettività!