Proroga “zona rossa” a Rignano Garganico

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di Antonio Del Vecchio

Incredibile, ma vero! Nel giro di qualche ora Rignano Garganico, il più piccolo Comune del Parco Nazionale del Gargano, a cominciare dal tardo pomeriggio di ieri , è tornato di nuovo in ‘zona rossa’.

E ciò sull’esempio di altri centri piccoli del Promontorio di pari popolazione e condizioni. A deciderlo, questa volta, è stato il primo cittadino, Luigi Di Fiore, che, tenuto conto dei dati epidemiologici in suo possesso, ha deciso seduta stante di ripristinare lo status quo, con somma sorpresa di tutta la cittadinanza, da poche ore, “uscita all’aperto” in parte e con le dovute distanze e mascherine, forse per godersi in anticipo la buona giornata odierna.

Il tutto, stato d’animo e motivazioni comprese, sono contenuti nel comunicato stampa o post che dir si voglia, che segue, apparso pari pari sul profilo facebook dell’anzidetto sindaco, che ovviamente pubblichiamo integralmente per obiettività dell’informazione:

Nonostante l’Ordinanza del Ministero della Salute del 23 aprile 2021 abbia collocato la regione Puglia in fascia “arancione”, il numero di casi di positività sul territorio comunale continua ad essere elevato (36 casi, oltre a coloro per i quali si è reso necessario il ricovero ospedaliero). Ed è questo il motivo che mi ha spinto ad emanare una nuova Ordinanza volta a prolungare ancora per una settimana le misure previste per la cosiddetta “zona rossa”, fatta eccezione per l’ambito scolastico e le attività di servizi alla persona (parrucchieri, etc…). Siamo tutti stanchi di non vivere a pieno le nostre vite, ma occorre fare ancora qualche sforzo, qualche giorno di sacrifici per scongiurare nuovi focolai e iniziare ad uscire di casa con un po’ di tranquillità in più. I numeri parlano chiaro, non è ancora il momento di mollare la presa e di allentare le attenzioni. Facciamo un ulteriore piccolo – grande sforzo, vi scongiuro!! Vi auguro una buona serata e vi abbraccio calorosamente”.

E’ un triste evento quello in menzione, tenuto conto della piccolezza del centro, che è da considerarsi non dissimile da una casa di riposo o Rsa, dove il virus ha la possibilità di viaggiare a vista d’occhio, considerato che qui si conoscono tutti per via di parentela e di amicizia ed anche perché vige come si è detto più volte il principio dell’ipocrisia o omertà che dir si voglia. Per cui il popolo in ogni frangente tenta puntualmente di nascondere o di non far sapere le “cose brutte” di casa sua.

L’unica a rompere questo tipo di maldestro ed inopportuno pregiudizio non molto tempo fa era stata una professoressa di lettere che insegna e vive altrove. Quest’ultima aveva avuto il coraggio di gridare ai quattro venti l’infezione da virus che aveva attaccato la sua famiglia, causando anche un decesso. Se non si fa così diventa per davvero difficile sconfiggere la pandemia.

A questo punto si può concludere che ha fatto bene il sindaco Di Fiore ha adottare immediatamente il rimedio: una settimana basterà e passerà in fretta e tutti saremo salvi e soddisfatti, per aver compiuto anche questa volta il nostro dovere sino in fondo.