Michele Augello sulla chiusura della SP 26: «La provinciale per Foggia non diventi la “nuova” provinciale per Sannicandro»

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L’esperienza della alluvione del settembre 2014 ci deve portare a riflettere.

Una chiusura della SP 48 San Marco in Lamis – Sannicandro Garganico, durata 6 anni, riaperta dopo i lavori di messa in sicurezza da parte dell’Ente Provincia dopo tante battaglie (vedi petizione), solleciti e richieste, ha creato non pochi problemi ai cittadini, frontisti e pendolari costretti a percorrere strade alternative per raggiungere le proprie aziende, posto di lavoro e residenza, oltre alla totale assenza del servizio di trasporto pubblico.

Oggi siamo difronte ad un nuovo e possibile ripetersi con la SP 26. L’evento straordinario alluvionale di pochi giorni fa sostanzialmente ha provocato danni al manto stradale, comunque riparabili in breve tempo. Sono consapevole che la sicurezza non deve essere mai messa in secondo piano ma essere priorità per gli automobilisti.

Il mio è un appello per sollecitare l’interessamento dell’Amministrazione Regionale, Provinciale e Comunale in merito alla risoluzione della problematica senza allungare i tempi di chiusura, magari una manutenzione straordinaria fatta come “somma urgenza” è oggi indispensabile per dare continuità alla viabilità per i nostri frontisti, pendolari e cittadini che da oggi saranno costretti a non poter percorrere la SP 26 dal versante Calderoso verso Borgo Celano, giacché il transito consentito è solo da Borgo Celano verso Foggia, come da segnaletica posizionata .

Soluzioni praticabili:

  • Una appropriata segnaletica stradale con ausilio di semafori provvisorio potrebbe già essere una soluzione per evitare la chiusura e garantire un senso alternato in quei pochi metri dove il manto stradale è stato divelto dalla “furia dell’acqua”.
  • Una limitazione della velocità attraverso il controllo in modo attivo;
  • Una ordinaria pulizia dei piccoli detriti ancora presenti sul manto stradale con annessa pulizia delle cunette nei punti più interessati dall’accumulo dei detriti.

Un obbiettivo da raggiungere per evitare disagi già vissuti – è quanto si legge a termine della nota a firma del poliedrico Augello.