San Marco in Lamis, lettore: «Qui il rispetto delle regole è un optional»

Riceviamo e pubblichiamo…

Il rispetto delle regole diventa un ostacolo, tra sosta selvaggia e silenzi istituzionali, in città il cittadino corretto è ancora una volta il grande penalizzato.

Ogni mattina, stessa scena. Stessi veicoli parcheggiati dove non dovrebbero, stessi disagi, stessi silenzi da parte di chi dovrebbe vigilare. Siamo in via Lungo Iana, ma potremmo essere in qualsiasi angolo della nostra città dove le regole esistono solo sulla carta.

Esiste un regolamento comunale – approvato con Delibera n. 38 del 28/05/2024 – che stabilisce con precisione come devono funzionare le aree riservate al carico e scarico merci. Eppure, questo regolamento viene ignorato ogni giorno, sotto gli occhi di tutti.

Cosa dice il Regolamento Comunale?

Ricordiamo che secondo quanto stabilito dal Regolamento per l’istituzione di aree di sosta per carico/scarico merci approvato con Delibera del Consiglio Comunale n. 38 del 28/05/2024:

– Gli stalli riservati al carico/scarico possono essere utilizzati esclusivamente nei giorni feriali, dalle 07:00 alle 14:00 e dalle 16:00 alle 19:00 (Art. 4);

– Il tempo massimo di sosta consentito è di 30 minuti (Art. 5, comma 2);

– È obbligatoria l’esposizione del disco orario in modo ben visibile sul parabrezza anteriore (Art. 5, comma 2);

– La sosta abusiva o oltre il tempo limite, anche per veicoli adibiti al trasporto merci, è soggetta a sanzione secondo il Codice della Strada (Art. 5, comma 3).

In sintesi: anche chi è autorizzato a scaricare merci è tenuto a rispettare orari, tempi e modalità di sosta, pena la sanzione.

E non è solo una questione di regole, ma di sicurezza.

Il sovraffollamento di auto e furgoni – ammassati senza criterio, come mostrano le immagini in basso – riduce drasticamente la visibilità durante le manovre, aumentando il rischio di incidenti anche gravi. In una zona frequentata da bambini, ragazzi e anziani, basta un attimo per trasformare un’infrazione tollerata in una tragedia annunciata.

È importante chiarire che questa ulteriore segnalazione non nasce con l’intento di accusare o danneggiare le attività commerciali che, in alcuni casi, si ritrovano a parcheggiare in modo non conforme. Sappiamo bene che spesso lo fanno per necessità operative, in un contesto urbano dove la pianificazione degli spazi e l’assenza di controlli adeguati rendono difficile conciliare esigenze economiche e rispetto delle norme.

L’intento di questa segnalazione non è puntare il dito, ma alzare il livello di coscienza civica. È un appello chiaro, ma rispettoso, rivolto in primo luogo alle istituzioni, affinché ritrovino il senso della correttezza e dell’equità amministrativa, ma anche alla collettività, affinché tutti – nessuno escluso – siano messi nelle condizioni di rispettare le regole.

Chi scrive non ha alcun interesse a penalizzare nessuno, ma solo il desiderio di vedere una città più ordinata, più sicura, più giusta, dove il diritto alla legalità non sia un privilegio, ma una garanzia per tutti.

Il paradosso più grave?

Questa situazione è stata segnalata ufficialmente più volte e tutto questo avviene sotto gli occhi delle istituzioni, a pochi metri dalla rimessa dei mezzi della Polizia Municipale, che si trova proprio accanto a uno dei punti dove ogni giorno avvengono queste infrazioni.

E questo, nel tempo, ha creato una sorta di zona franca dell’illegalità tollerata, dove le regole valgono solo per chi sceglie – o è costretto – a rispettarle.

Serve più giustizia urbana. Serve rispetto per tutti. Serve applicare le regole. Perché una città civile non si misura da quanto chiude un occhio, ma da quanto si impegna a garantire rispetto, equità e regole uguali per tutti.

Lettera firmata