“Segnalare è un diritto, screditare no”
Chiarimento pubblico su recenti commenti istituzionalmente inopportuni
In merito alla mia segnalazione pubblicata sul vostro portale “Sanmarcoinlamis.eu” riguardante comportamenti discutibili da parte di alcuni agenti della Polizia Municipale, ritengo opportuno fornire pubblicamente alcuni chiarimenti, a seguito di più commenti (su Facebook, ndr) apparsi sulla mia segnalazione da parte di una persona riconoscibile come agente attivo presso il Comando di San Marco in Lamis.
In data 09/07/2025, sono stato destinatario di una sanzione durante una breve sosta in un’area priva di segnaletica verticale, pur indicata orizzontalmente come stallo riservato a persone con disabilità. Ero fin da subito disponibile a liberare lo spazio, come già riportato nella mia segnalazione ufficiale, inviata al Comando della Polizia Municipale alle ore 12.00 dello stesso giorno e protocollata con il n. 12635.
L’intervento dell’agente si è svolto con modalità che considero non coerenti con il decoro e la cortesia istituzionale, ed è proprio questo l’oggetto della mia segnalazione: non la sanzione in sé, ma le modalità operative adottate.
Il mio intento non è mai stato quello di screditare le forze dell’ordine, bensì di porre all’attenzione pubblica comportamenti incoerenti e selettivi: da un lato si interviene con rigore su situazioni marginali, mentre dall’altro si tollerano, anche in modo sistematico, violazioni ben più gravi nelle zone di carico e scarico e nelle vicinanze dell’autorimessa della Polizia Municipale, documentate con foto e testimonianze rese dai commenti fatti a seguito della pubblicazione della segnalazione.
Tuttavia, la questione più preoccupante riguarda un altro aspetto: un agente della Polizia Municipale, a conoscenza diretta della mia segnalazione protocollata, ha scelto di intervenire pubblicamente sui social, contestando la mia ricostruzione dei fatti. Questo comportamento appare in contrasto con i principi di riservatezza, imparzialità e decoro sanciti dal Codice di Comportamento dei Dipendenti Pubblici (DPR 62/2013).
Una tale condotta, oltre a risultare inopportuna, potrebbe configurare una violazione disciplinare, tanto più se proveniente da chi risulta coinvolto o direttamente vicino alla vicenda segnalata.
Quando un cittadino esercita il proprio diritto-dovere di segnalare un’anomalia istituzionale, lo fa confidando nel rispetto delle regole, non nella difesa di appartenenze o relazioni personali.
Chi rappresenta lo Stato attraverso la divisa ha il dovere di astenersi da commenti pubblici su fatti in corso di accertamento, evitando atteggiamenti che possano influenzare l’opinione pubblica o intimidire chi ha segnalato.
Continuerò ad esprimere con fermezza e rispetto il mio dissenso verso qualsiasi forma di arbitrarietà o violazione dei principi di trasparenza, legalità ed equità nell’azione amministrativa.
Chi ha elementi da chiarire lo faccia nelle sedi istituzionali competenti. Io l’ho già fatto, e continuerò a farlo, nella piena fiducia nelle regole democratiche.


