UN PAESE VUOL DIRE… San Marco in Lamis ieri e oggi
di Luigi CIAVARELLA
Pubblicato in formato album fotografico un volume dal titolo “Un paese vuol dire…” (Andrea Pacilli Editore), curato da Raffaele Fino e Giuseppe Soccio, che, come gli stessi Autori ci informano, è la narrazione di un secolo di storia visto attraverso gli scatti fotografici provenienti dal prezioso Archivio personale di Giuseppe Bonfitto, personalità eminente nel campo dell’arte e della ricerca fotografica. Si tratta di scatti prodotti in parte dallo stesso Autore e altri che invece egli ha raccolto e conservato preservandoli dalla incuria del tempo.
Un volume dalle proporzioni gigantesche, peraltro ben composto graficamente grazie alla professionalità di Felice Nardella, che indaga ogni aspetto della vita sociale della cittadina di San Marco in Lamis a partire dai primi anni del ‘900 per concludersi sino ai giorni nostri, come il sottotitolo peraltro ben evidenzia. Una narrazione iconografica che ripercorre i cambiamenti urbanistici e le trasformazioni avvenute nel corso del tempo, nonché l’esposizione di quelle autorità che vi hanno governato, sindaci e podestà, e di tutti i canonici che si sono succeduti tra cui don Matteo Nardella, attualmente oggetto di un processo di beatificazione.
Nel volume sono raffigurati con abbondanza di materiale fotografico anche aspetti risalenti allo sport, il calcio principalmente, illustrato con le belle foto delle varie squadre; la musica attraverso le formazioni bandistiche risalenti agli anni ’40 e ’50, importante anche loro, le quali hanno avuto un peso rilevante nella diffusione delle opere liriche, molto gradite un tempo. Arti e mestieri molto fiorenti ormai scomparsi di cui il paese ne andava fiero, orafi e artigiani, botteghe laboriose, etc. Troviamo volti di personaggi popolari che credevamo scomparsi dalla nostra memoria e che invece rivivono in queste pagine con tenerezza e nostalgia, i primi “cavalli a vapore”, il camino (lu cimminione) che non c’è più che svettava maestoso accanto alla officina elettrica nel tempo in cui produceva energia per tutto il paese, abbattuto nel 1978, come la storica cassa armonica nella villa comunale che subì la stessa sorte; i riti religiosi, profondi e toccanti, i riti del fuoco, fracchie e fanoje, le scuole con le maestre e gli insegnanti in posa per la foto ricordo, gli anni del fascismo con la foto di qualche gerarca in bella vista, e infine quei personaggi importanti che hanno dato lustro alla città. Innanzitutto il regista cinematografico Francesco De Robertis, che fu l’iniziatore del neorealismo in Italia; seguono Francesco Paolo Borazio, poeta vernacolare, Giuseppe Piccirelli, studioso gesuita molto noto negli ambienti ecclesiastici del suo tempo, e il già citato don Matteo Nardella.
Un album che pur richiamandosi ai precedenti Dal fondo dei paesi, e Il tempo immobile, (Quaderni del Sud, 1981/1997) integra e perfeziona l’argomento superandoli entrambi per l’abbondanza di materiale espositivo merito ad un catalogo che sembra esaurire la ricerca, grazie a Giuseppe Bonfitto, alla sua grande passione per la fotografia, che ha voluto mettere a disposizione dei ricercatori i suoi archivi fotografici. Un libro prezioso quindi poiché ha saputo cogliere ogni aspetto della vita cittadina, con immagini ora tenere altre volte nostalgiche ma tutte rivolte ad un tempo che non c’è più, sottratte alla memoria nascosta per rivelarla in maniera impeccabile alla lettura, allo studio e alla curiosità di quanti vorranno leggere e scoprire in queste pagine parte della loro storia.

