San Giovanni Rotondo, danneggiata la lapide del soldato partigiano Matteo Corritore

Il Partito Democratico esprime profondo rammarico e ferma condanna per il grave atto vandalico avvenuto presso il cimitero di San Giovanni Rotondo, dove ignoti hanno distrutto la lapide del soldato partigiano Matteo Corritore, caduto il 9 agosto 1944 a San Donà di Piave.

Si tratta di un gesto vile e inaccettabile che offende la memoria di chi ha sacrificato la propria vita per la libertà, la democrazia e i valori fondanti della Repubblica. Un oltraggio che colpisce anche il lungo e impegnativo percorso affrontato per consentire il rientro di Matteo Corritore nella sua comunità di origine, superando complesse procedure burocratiche, con l’unico obiettivo di restituire dignità, riconoscimento e memoria a un caduto della Resistenza.

La distruzione di quella lapide rappresenta un attacco non solo alla memoria di un uomo, ma al patrimonio storico e civile dell’intero Paese e all’impegno quotidiano necessario per mantenere viva la memoria della Resistenza, soprattutto nei confronti delle giovani generazioni.

Il Partito Democratico ribadisce con forza che la storia dei partigiani non si tocca: è patrimonio collettivo e dovere di rispetto per tutti” – è quanto si legge al termine della nota stampa inviata a Sanmarcoinlamis.eu a firma del circolo PD “N. Cisternino” di San Giovanni Rotondo.